Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 25-31 agosto 2021 indicatori in calo per la Liguria, con 127 casi attualmente positivi per 100 mila abitanti, -10,6% la variazione percentuale dei nuovi casi e posti letto occupati in area medica e terapia intensiva sotto controllo.

«Rimangono stabili in Italia – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – i nuovi casi settimanali, sia come numeri assoluti sia come media mobile. I casi rimangono tuttavia sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla limitata attività di tracciamento dei contatti».

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – frena l’aumento dei posti letto occupati: rispetto alla settimana precedente +5,4% in area medica e +7,9% in terapia intensiva».

In totale il 64,3% della popolazione ligure è vaccinata con ciclo completo (era il 61,8% la settimana scorsa), il 7,1% ha ricevuto invece solo la prima dose.

Per quanto riguarda la vaccinazione degli over 50 è ancora il 14,8% della popolazione a non aver ricevuto alcuna dose di vaccino. La scorsa settimana era il 15,3%.

«Considerato che la “scadenza” del green pass per le persone vaccinate all’inizio dell’anno ha innescato il dibattito sull’opportunità della terza dose – commenta Cartabellotta – la Fondazione Gimbe ha analizzato l’efficacia vaccinale e la durata della copertura sulla base dei dati resi disponibili dall’Istituto Superiore di Sanità».

L’efficacia del vaccino da aprile a oggi rimane stabile e superiore al 94% nel ridurre i decessi e le forme severe di malattia che richiedono ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. Per quanto riguarda le diagnosi di Sars-CoV-2, l’efficacia si riduce dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 79,7% (periodo 4 aprile-22 agosto). In altri termini si rileva una progressiva riduzione dell’efficacia delle coperture vaccinali nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero.

Tale riduzione, tuttavia, risulta inversamente proporzionale all’età: al 22 agosto l’efficacia è del 67,4% nella fascia 12-39 anni e del 77,1% in quella 40-59 anni (al 4 luglio erano rispettivamente 79,8% e 80,8%); visto che negli over 60 l’efficacia sulla diagnosi si mantiene superiore all’85% è verosimile che tra i più giovani abbiano influito durante il periodo estivo la maggiore occasione di contatti sociali e una minore attenzione ai comportamenti individuali, che restano fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate.

A fronte di un aumento di ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi sia nei vaccinati che nei non vaccinati, rispetto alla precedente rilevazione dell’ISS, il rapporto fra i due gruppi si mantiene pressoché stabile, con del rischio rispettivamente dell’85,3%, 89,3% e 78,9% in chi non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino rispetto a coloro che hanno completato il ciclo vaccinale.

Il numero di operatori sanitari positivi al Sars-CoV-2, dopo un netto calo dall’inizio della campagna vaccinale, nei mesi di luglio e agosto fa registrare una lieve risalita. Tuttavia è ancora presto per affermare con certezza se il fenomeno sia attribuibile a una perdita di efficacia della copertura vaccinale o rifletta l’aumentata circolazione virale nella popolazione generale.

 

 

 

 

 

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