Ancora in calo gli indicatori sulla diffusione del Covid in Liguria, secondo il monitoraggio indipendente della fondazione Gimbe, che ha analizzato i numeri della prima settimana del mese (1-7 settembre) confrontandoli con quella precedente.

In Liguria i nuovi casi risultano in calo del 14%, con 122 positivi ogni 100 mila abitanti. Bassa anche l’ospedalizzazione: 4% sia in terapia intensiva, sia in area medica. In Italia, dove si contano in media 224 casi ogni 100 mila persone, queste percentuali si attestano, rispettivamente, sul 6% e 7%. I nuovi casi settimanali, anche a livello nazionale, si riducono del 12,5%.

«Per la prima volta da fine giugno diminuiscono i nuovi casi settimanali – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – sia come numeri assoluti, sia come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 5.644». Nella settimana 1-7 settembre 2021, rispetto alla precedente, solo 3 regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi, mentre in 9 regioni crescono i casi attualmente positivi».

Sul fronte ospedaliero, spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe, «frena ulteriormente l’incremento dei posti letto destinati a pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente crescono solo dell’1,3% in area medica e del 3,5% in terapia intensiva».

Per quello che riguarda i vaccini, in Liguria, al 7 settembre, risulta vaccinata il 66,4% della popolazione con entrambe le dosi, mentre il 6% solo con la prima dose.

Resta un 14,3% di liguri over 50 che non ha ancora ricevuto alcuna dose di vaccino, mentre decisamente più alta la fetta di giovanissimi ancora scoperti: sono il 44,9% dei liguri tra i 12 e i 19 anni.

L’efficacia del vaccino, come rileva Gimbe, da aprile a oggi rimane stabile e molto elevata nel ridurre decessi (96,6%) e forme severe di malattia che richiedono ospedalizzazione (93,9%) e ricovero in terapia intensiva (96%). Relativamente alle diagnosi di Covid-19, invece, l’efficacia si riduce dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 78,1% (periodo 4 aprile-29 agosto), in particolar modo nelle fasce più giovani della popolazione, seppure con una stabilizzazione nelle ultime settimane: si rileva dunque una progressiva riduzione dell’efficacia della copertura vaccinale nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero.

«Visto che la riduzione dell’efficacia risulta più evidente negli under 50 – spiega Cartabellotta – è verosimile che, durante l’estate, tra i più giovani abbiano influito l’incremento dei contatti sociali e la minore attenzione ai comportamenti individuali, fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate».

Nei soggetti vaccinati con ciclo completo, rispetto ai non vaccinati, si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che richiede ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o che porta al decesso. Nelle varie fasce di età, le diagnosi di Covid-19 si riducono del 76,6-79,9%, le ospedalizzazioni dell’88,8-95,6%, i ricoveri in terapia intensiva del 93,4-96,5% e i decessi del 93,4-100%.

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