Restano positivi gli indicatori regionali relativi alla diffusione del Covid e all’ospedalizzazione in Liguria. Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che confronta i dati della settimana 8-14 settembre rispetto alla precedente, i casi attualmente positivi per 100 mila abitanti sono 111 (205 il dato nazionale), in calo del 9,9% (-14,7% in Italia). L’ospedalizzazione si attesta sul 5% di posti letto occupati da pazienti Covid in area medica e 4% per quello che riguarda le terapie intensive, contro, rispettivamente, il 7% e 6% nazionali.

«Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – sia come numeri assoluti sia come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 4.816». In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente.

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione – dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell’1,6% in terapia intensiva».

Dal punto di vista delle vaccinazioni, in Liguria il 68,2% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, mentre il 5,1% ha ricevuto solo la prima dose. Resta un 13,8% di persone over 50 che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino, percentuale superiore dell’11,1% nazionale. Per quello che riguarda i giovanissimi, restano da vaccinare il 41,6% dei liguri tra i 12 e i 19 anni.

L’efficacia del vaccino da aprile a oggi, per Fondazione Gimbe, si conferma stabile e molto elevata nel ridurre i decessi (96,3%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%). Relativamente alle diagnosi di SARS-CoV-2, invece, l’efficacia si è ridotta dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 77,3% (periodo 4 aprile-5 settembre), in misura inversamente proporzionale all’età: infatti, nella fascia 12-39 anni l’efficacia è scesa sino al 67,2% nelle scorse settimane, ed ora dopo una stabilizzazione sembra risalire. «Questo conferma – spiega Cartabellotta – che durante il periodo estivo tra i più giovani deve aver influito l’incremento dei contatti sociali e la minore attenzione ai comportamenti individuali, fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate». Nei soggetti vaccinati con ciclo completo, rispetto ai non vaccinati, si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che porta a ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso: nelle varie fasce di età, le diagnosi di SARS-CoV-2 si riducono del 77,8-80,7%, i ricoveri ordinari dell’88,8-95,6%, quelli in terapia intensiva del 92,5-97,4% e i decessi del 93,4-100%.

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