Terza chiusura positiva consecutiva per le Borse europee:   il rischio di crac per Evergrande resta sullo sfondo ma fa meno paura ai mercati. Dopo il panico scatenato dalla notizia delle difficoltà del colosso cinese, gli investitori ora ritengono probabile che per Evergrande si vada è una ristrutturazione negoziata del debito piuttosto che una liquidazione totale. Inoltre il peso del debito di Evergrande sul sistema bancario cinese non sembra tale da fare pensare a uno scenario come quello determinato dal fallimento di Lehman Brothers nel 2008. Gli investitori guardano alla Federal Reserve. Ieri, al termine della riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria, la Fed ha lasciato invariati i tassi, lasciando la possibilità di un aumento nel 2022 invece che nel 2023, aggiungendo che il tapering, la riduzione degli acquisti di titoli che al momento procede a un ritmo di 120 miliardi di dollari al mese, potrebbe finire a metà 2022 con una riduzione graduale.

Il Ftse 100 di Londra segna -0,02%, l’Ibex 35 di Madrid + 0,78%, il Cac 40 di Parigi +0, il Dax 40 di Francoforte +0, 85%, il Ftse Mib di Milano +1,41%. In lieve contrazione lo spread Btp/Bund (-1,16%).

A Piazza Affari, giornata positiva per quasi tutti i settori, in testa sul listino principale si sono piazzati Unicredit +3,33% e Banca Mediolanun +3,21%. Brillante anche anche Enel +2%, con la presentazione di Gridspertise, la società dedicata alla trasformazione digitale delle reti elettriche e le voci sulle misure che il governo di Madrid intenderebbe mettere in campo per ridurre il costo delle bollette per i cittadini, che potrebbero avere un impatto meno alto del previsto su Enel attraverso la controllata spagnola Endesa.

Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1736 dollari (1,1721 in avvio e 1,1731 ieri in chiusura) e a 129,314 yen (128,88 e 128,6) con il dollaro che vale 110,175 yen (109,95 e 109,5).

In rialzo il prezzo del petrolio che in giornata aveva mostrato una frenata: il contratto consegna novembre sul Wti guadagna l’1,19% a 73,07 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Brent del Mare del Nord lo 0,87% a 76,85 dollari al barile.

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