Il governo chiede alla giunta regionale di modificare la legge urbanistica approvata la scorsa primavera.

“La legge è stata stoppata dal ministero della Cultura, perché attacca il paesaggio. È quindi incostituzionale, come avevamo detto in consiglio senza essere ascoltati”, fanno sapere, in una nota congiunta, i consiglieri regionali Ferruccio Sansa, Selena Candia e Roberto Centi.

“La lettera che il ministero ha inviato alla Regione è chiara – si legge ancora nella nota dei consiglieri dell’opposizione – Questa legge causa “un abbassamento del livello di tutela del territorio” e “viola il principio della pianificazione sovraordinata del territorio“. La Regione è stata quindi obbligata a modificarla, altrimenti il ministero l’avrebbe impugnata perché ritenuta incostituzionale. Si tratta di una resa del presidente Toti di fronte a uno dei punti cardine della modifica della legge urbanistica regionale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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«La Regione ha cercato di infilare in un articolo della nuova legge urbanistica una deregolamentazione estrema dell’entroterra e ovviamente il ministero se n’è accorto − spiega Candia − A nostro avviso questo tentativo è un fatto pericoloso che avrebbe consentito di costruire ancora in una regione dove la percentuale di suolo occupato rispetto al territorio disponibile e pari all’8,3% e superiore alla media italiana (7,6%). Per questo in consiglio già ad aprile avevamo chiesto alla Regione di eliminare il discusso articolo 10, come poi imposto dal ministero».

«Non è così che si salva il nostro entroterra – continua il consigliere Sansa − Non è certo con il cemento, che fa perdere anche valore alle case esistenti. Servono piuttosto  scuole, servizi sanitari, collegamenti digitali, mezzi pubblici. E serve portare il turismo in tutti i Comuni della nostra terra per dare respiro anche all’agricoltura e allevamento di qualità».

La disciplina del paesaggio è un argomento complesso che intreccia normative regionali e nazionali. “La Regione Liguria, con la nuova legge urbanistica, ha deciso invece di fare di testa propria – prosegue la nota – abrogare il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico prima ancora di avere un piano paesaggistico (che la Regione dovrebbe fare insieme al ministero perché così prevede il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, ma che non è mai stato realizzato) e affidare ogni decisione al nuovo piano territoriale regionale. La Regione Liguria ha quindi cercato di indebolire la tutela del paesaggio in due modi: impedendo allo Stato di intervenire nella tutela del territorio e eliminando l’unico strumento esistente per difendere il paesaggio ligure. Per fortuna questo piano non è andato in porto”.

“La giunta regionale ci ha definito “pessimisti” e “gufi”: invece avevamo ragione e volevamo semplicemente difendere il territorio ligure. Non è la prima volta che la Regione cerca di bypassare la tutela del paesaggio – dichiarano i consiglieri – visto che con la proposta di un federalismo differenziato la giunta Toti aveva già cercato durante la scorsa legislatura di passare alla Regione le competenze della Soprintendenza in termini di autorizzazioni paesaggistiche”.

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