Prevenzione dei rischi, monitoraggio del territorio, attenzione per le risorse idriche e per quelle energetiche. Sono temi diventati, in ritardo, caldissimi per le amministrazioni del territorio.

C’è “fame” di geologi, come evidenziava l’anno scorso uno dei professori del Distav, il dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita dell’Università di Genova. Un’inversione di tendenza, quella degli ultimi anni, visto che negli enti locali la professionalità dei geologi era da tempo merce rara: pochissimi gli assunti. Oggi il tasso di occupazione dei laureati a Genova è di oltre il 90%.

I dati relativi ai laureati in Scienze Geologiche dell’Ateneo di Genova dal 2014 a oggi (giugno 2021; indagine condotta dal corso di studi) mostrano che tutti sono occupati in diversi ambiti (dipendenti di Enti, aziende pubbliche e private, liberi professionisti, insegnanti, ricercatori) e in larghissima parte (il 93%) utilizzano nella propria occupazione la professionalità acquisita con la laurea magistrale. Anche i dati di Alma Laurea 2020 indicano tassi di occupazione dei laureati magistrali, a 1 e 3 anni dalla laurea, rispettivamente dell’80% e del 100%.

Questo risultato, evidenzia l’Università di Genova, è anche frutto dei contatti con il mondo del lavoro maturati dagli studenti durante il tirocinio formativo e la tesi di laurea.

Come si vede dal grafico a torta, chi è entrato nell’ente pubblico rappresenta solo il 5% del totale. Il principale sbocco resta l’azienda privata.

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