Hanno chiuso in ribasso le Borse europee frenate da troppo fattori negativi: i dati deludenti dell’economia cinese, i timori per la diffusione della variante Delta del Covid, la conquista di Kabul da parte dei talebani, la prospettiva di una possibile riduzione degli aiuti da parte della Fed e il calo del prezzo del petrolio. Il Ftse 100 di Londra segna – 0,9%, il Cac 40 di Parigi -0,83%, a 6.838 punti, mentre a Francoforte il Dax 30 di Francoforte – 0,32%, l’Ibex 35 di Madrid -0,84%, il Ftse Mib di Milano -0,76%.

L’incertezza dei mercati ha depresso le vendite anche sul prezzo del greggio: il contratto consegna settembre sul Wti perde il 2,28% a 66,88 dollari al barile e quello scadenza ottobre sul Brent del Mare del Nord scende del 2,11% a 69,1 dollari al barile.

Sul fronte azionario questo ha avuto riflesso sull’andamento dei titoli petroliferi. A Piazza Affari la debolezza del petrolio ha penalizzato Saipem (-2,37%, Tenaris (-2,26%), Eni d(-1,39%). Deboli anche titoli ciclici come Cnh (-1,87%) e Stellantis (-1,44%.)

Sul fronte dei cambi, l’euro vale 1,1780 dollari (1,1789 in avvio e 1,1801 venerdì’ in chiusura) e 128,672 yen (128,90 e 129,51), quando il dollaro passa di mano a 109,221 yen (109,33 e 109,75).

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