Il 9 settembre davanti alla prefettura di Genova (largo Lanfranco), dalle 9 alle 12, si terrà una manifestazione organizzata dalla Filcams Cgil territoriale che vedrà protagonisti i lavoratori in appalto per i servizi di ristorazione, pulimento e vigilanza.

“Vogliamo dare voce e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori degli appalti – si legge nella nota sindacale – vittime di un sistema che punta sempre più al risparmio, al profitto producendo quindi il loro sfruttamento, che vivono condizioni di lavoro fortemente condizionate dal degrado delle gare d’appalto pubbliche e private, troppo spesso viziate dalla logica degli sconti sul prezzo. Sconti che inevitabilmente ricadono poi sulle loro schiene. Il quadro è desolante e preoccupante: la logica dello sconto trasforma gare correttamente improntate sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in gare al massimo ribasso”.

Il risultato, secondo la Filcams, è troppo spesso la consegna degli appalti di servizi da parte delle committenze pubbliche e private a ditte, finte cooperative e consorzi commercialmente speculatrici/ori, pronte/i a fare sconti insostenibili che inevitabilmente ricadono sulle lavoratrici e i lavoratori in appalto attraverso tagli di ore, condizioni di lavoro ritenute inaccettabili e non di rado sistemi di retribuzione al limite della legalità se non illeciti.

“Il popolo degli appalti è stanco di queste logiche, è stanco di lavorare male, stanco di lottare costantemente contro una corsa al risparmio che rende i carichi di lavoro sempre più insostenibili, con l’età che avanza, part time spesso all’osso e la pensione un miraggio; è stanco di dover controllare ogni mese la busta paga e trovare irregolarità da segnalare. Le addette e gli addetti ai servizi di ristorazione, pulizia e vigilanza, con questa manifestazione vogliono rivendicare insieme alla Filcams Cgil di Genova il lavoro fondamentale che svolgono, la necessità di maggior tutela, a partire dalla costruzione delle gare di appalto da parte delle committenze, che non possono esimersi dal confronto preventivo con le organizzazioni sindacali di categoria, per arrivare a un sistema sanzionatorio che sappia penalizzare davvero le imprese scorrette; rivendicano dignità, rispetto, lavoro”.

Con la pandemia, la situazione sta ulteriormente degenerando per via di uno smart working, ancora molto spinto, arsenico che non lascia scampo agli appalti di servizi; va normato affinché non diventi anche elemento di sfruttamento e isolamento per i lavoratori stessi a cui viene applicato e va normato con lo sguardo rivolto a tutto quell’indotto che rischia concretamente di essere annientato. Il popolo degli appalti è stanco ma reagisce. L’appuntamento è fissato per il 9 settembre alle ore 9 sotto la prefettura di Genova.

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