Quindici milioni, più altri due milioni all’anno sino al 2023 da destinare solo su progetti dedicati alla transizione digitale o ecologica, per un totale di 21 milioni di euro sul triennio.

Il nuovo protocollo quadro tra Comune di Genova e Fondazione Compagnia di San Paolo sarà dedicato alla realizzazione di progetti nei settori della cultura, delle persone e del pianeta. La firma oggi, apposta dal sindaco Marco Bucci e dal presidente di Fondazione Compagnia di San Paolo Francesco Profumo.

«Il fatto che l’accordo sia triennale invece che biennale dà respiro all’amministrazione per poter lavorare bene – commenta Barbara Grosso, assessore comunale alla Cultura – 5 milioni per annualità riguardano progetti in continuità come il Museo della città, la Casa di quartiere, il Blue district, i finanziamenti a Palazzo Ducale, Teatro Nazionale e Istituto della Resistenza, mentre i due milioni andranno a progetti scelti di anno in anno. La pandemia ci ha insegnato come le cose cambiano in fretta». Grosso ha anche annunciato che con Compagnia di San Paolo il Comune sta lavorando su qualcosa di nuovo attraverso il tavolo tecnico: «Una strategia culturale per l’intero sistema museale».

La logica con cui verranno impostati e gestiti i progetti sarà ispirata a quella indicata dal Piano Next Generation Eu e dal Pnrr.

L’obiettivo è l’aumento della qualità di vita, ha ribadito il sindaco Bucci: «Noi lavoreremo per una porzione delle somme sui progetti di digitalizzazione ed ecocompatibilità della città».

«Un vaccino per creare gli anticorpi nella prospettiva di ciò che succederà nei prossimi mesi – afferma Profumo – creando una base di continuità dopo la convenzione precedente. Abbiamo pensato che occorressero più aiuti per sviluppare competenze, capacità di gestione e managerialità. Il Paese ha bisogno di avviare processi di inserimento di competenze per la transizione digitale ed ecologica. Sono risorse strategiche che rappresentano una base per costruire un ente locale attrezzato al meglio per usare le risorse del Pnrr. Risorse potenziali se non si è in grado di spenderle in tempo». Per la prima volta un discorso di questo tipo è stato avviato con un ente pubblico: «Il sindaco, in quanto stakeholder, ha partecipato alla redazione del piano. A fine 2023, quando tireremo le somme, non parleremo solo di soldi, ma degli anticorpi per avere in futuro una realtà territoriale più forte per crescere e creare bene comune».

A livello concreto, per esempio, Bucci ipotizza interventi legati alla  riqualificazione di edifici storici come Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, per esempio, e la compagnia metterà a disposizione competenze e personale per portare avanti l’efficientamento energetico di molti edifici.

«L’aiuto della compagnia di San Paolo è fondamentale: ci consentirà di completare anche altri interventi come il piano Caruggi ma anche perché ci aiuterà a elevare il livello di conoscenza dei lavoratori comunali con uno scambio di risorse umane. Alla fine del mio mandato, anche se dal recovery fund non arrivasse nulla, avremo tre miliardi da spendere, altrimenti fino a cinque miliardi».

Il protocollo quadro precedente per la realizzazione di programmi di sviluppo sociale, educativo e culturale per gli anni 2019 e 2020, aveva raggiunto quota 13 milioni di euro. Oltre ai progetti già citati in precedenza sono stati inoltre favoriti progetti espositivi come la mostra en plein air di Jiménez Deredia e la partecipazione a Festival.

Fondazione e Comune di Genova hanno lavorato insieme per sostenere persone con fragilità economica e relazionale e/o non autosufficienti o in situazione di povertà alimentare e di beni di prima necessità, promuovendo il senso di appartenenza dei cittadini del quartiere (Casa di quartiere Val Polcevera) e con azioni volte a promuovere inclusione, accoglienza e vivibilità (Genova People Friendly, Do.Ge). La collaborazione ha anche riguardato iniziative volte ad accompagnare l’inserimento lavorativo di giovani con bassi livelli di occupabilità (Articolo +1) e interventi nel campo sociale ed educativo, che nel tempo hanno assunto caratteristiche sempre più sistematiche e strutturali, rivolti a bambini e giovani da 0 a 18 del ponente genovese (Ricostruire non Basta: ripensiamo al futuro).

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