Nel 2020 le entrate sono ammontate a 5 miliardi e 617 milioni mentre gli impegni complessivi di spesa sono stati 5 miliardi e 592 milioni di euro. È il rendiconto dell’esercizio complessivo del 2020 della Regione Liguria, approvato in consiglio regionale, con un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2020 positivo e pari a 303 milioni e 566 migliaia di euro.

Una nota della Regione precisa che «Il Servizio Sanitario Regionale ha raggiunto, a chiusura dell’esercizio 2020, l‘obiettivo del pareggio previsto dalla legge regionale 34/2016 a seguito dell’attivazione del piano di efficientamento con due anni di anticipo, segnando il concludersi del percorso quinquennale avviato nel 2016. Nel 2015, anno di insediamento della prima giunta Toti, il disavanzo ereditato dalla precedente amministrazione di centrosinistra ammontava a 94,7 milioni di euro».

«Il Servizio Sanitario Regionale – ha dichiarato il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità e al Bilancio Giovanni Toti in consiglio regionale – ha raggiunto, a chiusura dell’esercizio 2020, l’obiettivo del pareggio previsto dalla legge regionale 34/2016 a seguito dell’attivazione del piano di efficientamento con due anni di anticipo, segnando il concludersi del percorso quinquennale avviato nel 2016. Siamo pronti a istituire per gli anni 2021, 2022 e 2023 un Fondo integrativo aggiuntivo corrente destinato alle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale e finalizzato a dare attuazione al Piano di risposta al fabbisogno sanitario post Covid 19 ed a sostenere la spesa sanitaria corrente per gli esercizi 2021, 2022 e 2023. Nel 2021 verranno anche destinati 3,9 milioni per investimenti di ASL 1 e ASL 3. Mi pare di poter dire che gli sforzi messi in campo per sostenere la lotta al Covid dal punto di vista sanitario e dal punto di vista del superamento della crisi economica stanno cominciando a dare i frutti sperati».

Toti ha aggiunto: «Non bisogna abbassare la guardia, per questo continueremo con la campagna vaccinale e contemporaneamente cercheremo di cogliere le opportunità che il Pnrr ci sta offrendo. A tale proposito si sta operando affinché, come richiesto dal Governo, le richieste sul Pnrr non si limitino alle infrastrutture che, per quanto necessarie, devono essere prima di tutto qualificate quali “contenitori” di idee, di progetti di sviluppo, di occasioni di start up. Solo in questo modo, puntando sulla tecnologia, sulla ricerca e sperimentazione riusciremo a costruire nuove opportunità per le nuove generazioni».

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