La Corte dei Conti delibera la parificazione del rendiconto generale della Regione Liguria per l’esercizio 2020, a esclusione della posta contabile dello stato patrimoniale debiti – voce debiti verso le controllate in quanto non vengono esposti l’importo di circa 81 milioni per la cessione di immobili di proprietà regionali e della sanità ad Arte (come copertura del disavanzo sanitario) e l’importo di circa 80 milioni a titolo di immobili e crediti cartolarizzati.

Questo il giudizio esposto questa mattina dalla presidente della sezione regionale di controllo, Maria Teresa Polverino. L’udienza si è svolta in modalità virtuale, presenti anche il consigliere Donato Centrone, il procuratore regionale Antonio Giuseppone e, per la Regione Liguria, il presidente Giovanni Toti.

Diverse le criticità emerse dall’analisi della Corte dei Conti, soprattutto per ciò che riguarda il settore della sanità e le partecipate.

Il procuratore regionale Giuseppone ha sottolineato come «la sanità ligure si confermi poco attrattiva dal punto di vista della mobilità, ancora negativa per 51 milioni di euro, sia per quello che riguarda i risultati economici, con un disavanzo di 47,63 milioni, che la Regione ha coperto, nel 2021, con risorse proprie per 62 milioni di euro, 12 dei quali si riferiscono a disavanzo di esercizi precedenti».

«Dalla lettura complessiva − ha proseguito Giuseppone, riferendosi sempre all’ambito sanitario − non si intravede un’inversione di tendenza rispetto a quanto già emerso in sede di parifica dello scorso anno, sia per ciò che riguarda l’organizzazione del servizio, sia per gli investimenti».

Dal punto di vista delle partecipazioni regionali, il procuratore regionale ha evidenziato «il consistente disallineamento tra i debiti del bilancio di Filse per 275 milioni e l’importo degli attivi, che al 31 dicembre 2020 è di circa 4,6 milioni», sottolineando che dovrebbe essere posta maggior attenzione alla modalità di spesa del denaro affidato a Filse e alla verifica delle risorse e del loro utilizzo, suggerendo una maggior trasparenza della gestione dei fondi.

Criticità simili sono state rilevate anche rispetto alla gestione di Ligurcapital spa, a cui la Corte dei Conti contesta «investimenti che non rendono ben identificabile l’utilità portata all’economia ligure», in quanto «parte degli investimenti è stata fatta in società in perdita o con un patrimonio netto negativo; alcune hanno chiuso o, dopo aver aperto in Liguria, hanno spostato la sede fuori dalla regione. Sarebbe opportuno – suggerisce Giuseppone – introdurre specifiche remunerazioni per l’intermediario in base al raggiungimento degli obiettivi».

Con particolare riferimento ad Arte, si legge nella relazione: “la Sezione ha proseguito l’attività di monitoraggio sugli esiti dell’operazione di cartolarizzazione attuata, a suo tempo, con l’alienazione di beni immobili di proprietà della Regione e delle Asl liguri ad Arte Genova. Nel 2020 è stata conclusa una sola vendita. Sono stati generati incassi – imputati a riduzione del debito contratto con Banca Carige – anche in relazione alla stipula di un contratto di rent to buy (che ha comportato una minusvalenza di euro 186.218) e al versamento dell’acconto di un preliminare di compravendita (che ha generato una minusvalenza di euro 3.404.125,31). L’entrata a suo tempo contabilizzata, riqualificata dalla Sezione da “debito da cartolarizzazione”, si è ridotta, in ragione delle dismissioni attuate, a 81,6 milioni di euro.
Per quanto concerne le conseguenze finanziarie fronteggiate da Arte Genova in esito all’operazione di cartolarizzazione, alla data del 30 dicembre 2020, relativamente ai soli costi per interessi, consulenze/spese legali, oneri finanziari, l’Azienda ha sostenuto un onere complessivo di più di 30,6 milioni di euro e presentava un’esposizione debitoria nei confronti di Banca Carige di circa 102 milioni di euro”.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria 2020, il risultato è positivo per 103,17 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 67,3 registrati l’esercizio precedente, con entrate complessive per 5,61 miliardi (riscossioni per 4,76 miliardi) e pagamenti per 4,68 miliardi, a fronte di un impegno di complessivo di pagamento pari a 5,51 miliardi.

«Come ha riconosciuto la Corte, il bilancio della Regione Liguria è in sostanziale equilibrio − ha commentato Toti − Nonostante le difficoltà del periodo di pandemia abbiamo raggiunto una serie di obiettivi. È stato inoltre verificato il rispetto delle norme di coordinamento di finanza pubblica, in particolare del pareggio di bilancio della spesa complessiva per il personale, delle spese per i consumi intermedi nonché la sostenibilità dell’indebitamento. Viene anche dato atto alla Regione dei numerosi strumenti di sostegno alle aziende (per circa 26,8 milioni di euro) approntati in risposta all’emergenza sanitaria: mi pare – sottolinea il governatore – che gli sforzi messi in campo per sostenere la lotta al Covid-19, sia dal punto di vista sanitario sia dal punto di vista del superamento della crisi economica e quindi di sostegno al tessuto produttivo, stiano cominciando a dare i frutti sperati. Ci auguriamo che sia così, anche alla luce dei dati che rilevano un filo di preoccupazione in questi giorni e delle misure che il governo assumerà nelle prossime ore».

Clicca qui per leggere la relazione integrale della Corte dei Conti

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