È stato presidente di Confindustria Genova in uno dei momenti più difficili per la città: prima il crollo del ponte Morandi, poi il Covid.

Giovanni Mondini, a margine della presentazione degli indicatori economici raccolti da Confindustria, traccia un piccolo bilancio della sua esperienza al vertice associativo che sta per volgere al termine.

«Avrei voluto vedere qualche opera in più avviata. Ne abbiamo parlato per anni, qualcosa si è mosso, ma siamo sempre lì. A me piace essere presente ai convegni tecnici, ma se ci fosse stata anche qualche inaugurazione di una prima pietra su qualche opera in più, mi avrebbe fatto piacere. Mi auguro che presto arrivino gli inviti al prossimo presidente».

Il riferimento alla Gronda è il più evidente: «Sono cambiati tre ministri delle Infrastrutture nel corso del mio mandato, con spessori diversi, ma non è cambiato nulla. Sono passati quattro mesi da quando Giovannini è ministro, ma a Genova non si è mai visto né sentito».

Giovannini, tra l’altro, è annunciato oggi a Palazzo Ducale a un convegno per il ventennale del G8. «Non lo sapevo – commenta con un sorriso Mondini – speriamo che abbia trovato traffico, così si rende conto di persona della situazione».

Gli aspetti positivi riguardano il lavoro di concerto con le altre organizzazioni di categoria e con le istituzioni, «ma quando si è in emergenza non può essere altrimenti, è più facile. Però, ci siamo un po’ stufati di lavorare nell’emergenza».

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