Secondo trimestre dell’anno positivo per Gismondi 1754, società genovese, quotata alla Borsa di Milano, che produce gioielli di altissima gamma: il fatturato gestionale consolidato totale è pari a 2.506.995 euro, in crescita del 55%, rispetto ai 1.616.447 euro del secondo trimestre 2020.

Un dato che evidenzia la crescita del Gruppo nell’intero semestre, considerato che nei primi tre mesi le vendite erano pari a 1.396.178 euro. Rispetto al secondo trimestre 2020, la crescita nello stesso periodo del 2021 è stata spinta dalle vendite nel canale wholesales, sia a livello europeo sia negli Usa, con variazioni percentuali in tripla cifra: +442% il delta in Europa (ricavi per 309 mila euro) e una forte ripresa negli Stati Uniti, dove le vendite sono ripartite appieno con ricavi pari a 268 mila euro.

Anche il segmento special sales, cioè il “su misura”, ha messo a segno un +19% rispetto al secondo trimestre 2020, passando da 933.954 euro a 1.115.674 euro.

Degno di nota anche il risultato del negozio di St. Moritz, che chiude con +84% di vendite rispetto allo stesso trimestre 2020 (fatturato secondo trimestre 2021 pari a 50.669 euro). Il progressivo ritorno alla riapertura e agli spostamenti sicuramente è un segnale positivo che si riverbera anche nella maggior predisposizione agli acquisti.

Grazie al canale digitale Gismondi 1754 è riuscita a consolidarsi anche nei momenti più difficili della pandemia nel 2020 e ora trova ancor più giovamento dal poter tornare a sfruttare tutti i canali di vendita a livello globale. In questo senso, è significativo notare come i risultati consolidati complessivi delle vendite del primo semestre 2021, pari a 3.903.173 euro, registrano una crescita del +76% rispetto a quelli del primo semestre 2019, quando il Covid ancora non c’era e, quindi, con una situazione di mercato più direttamente confrontabile.

Analizzando i ricavi per aree geografiche, al 30 giugno 2021 cresce percentualmente l’incidenza sul fatturato dell’area Usa, che rappresenta il 25% dei ricavi, mentre stabile l’Italia che rappresenta il 25%. L’Europa, complessivamente, al secondo trimestre 2021 vale circa il 54% del fatturato di Gismondi 1754, mentre iniziano a dare segnali l’area russa (3%) e l’Australia, che al 30 giugno 2021, vale circa il 2% del fatturato.

«Chiudiamo un altro trimestre all’insegna della forte crescita e ogni termine di confronto con gli esercizi precedenti è molto positivo − osserva il ceo Massimo Gismondi − Anzi, miglioriamo di quasi l’80% sul dato semestrale del 2019, quando il Covid non era parte della nostra quotidianità. Non ci siamo arresi nelle fasi più dure della pandemia, abbiamo reagito e tenuto bene, e oggi che il mondo sembra progressivamente ripartire: non possiamo che avere prospettive rosee, anche perché vediamo che i nostri prodotti vengono sempre più richiesti. La ripartenza del mercato statunitense è motivo di ulteriore orgoglio in quanto testimonia come la strategia di mantenere il presidio sia stata premiante, grazie anche alla diversificazione geografica e di offerta per canale di vendita, che ci ha consentito di non perdere competitività quando alcune aree erano più in difficoltà. Ci aspetta un secondo semestre di ulteriore consolidamento, nel solco di quanto intrapreso nella prima metà dell’anno».

Rispetto ai dati di fatturato per canale di vendita, nel secondo trimestre 2021 si mantiene in crescita il canale retail, che rappresenta il 31% dei ricavi; le minori restrizioni introdotte per contrastare la pandemia iniziano a dare qualche segnale di controtendenza, con il negozio di Milano che riesce a ripartire, mentre sostanzialmente in linea con il secondo trimestre 2020 i risultati del negozio di Genova (Galata) e di quello di Portofino, che potrebbe beneficiare nei prossimi mesi del periodo estivo, generalmente più profittevole per il negozio.

Il canale franchising attualmente rappresenta l’11%, le special sales il 27%, mentre il canale wholesales incide per il 31% del fatturato al 30 giugno 2021. Sul dato della divisione wholesales Medio Oriente, aperta all’inizio del 2020, bisogna considerare che i risultati riflettono la fase di attesa di nuovi ordini, in quanto i rivenditori dell’area, causa pandemia, hanno visto un rallentamento delle vendite e, quindi, prima di effettuare nuovi acquisti merce attendono di vendere quanto ordinato nel 2020. Ecco perché nel secondo trimestre 2021 non si registrano vendite rispetto allo stesso periodo del 2020, nonostante l’area rimanga strategica e il Gruppo abbia messo in atto delle partnership commerciali per sviluppare ulteriormente questo canale.

Nella presentazione dei dati, la Società tiene sempre a ricordare che gli effetti economici causati dalla pandemia in essere al momento sono sempre in evoluzione e quindi quanto sopra esposto rappresenta la situazione al 30 giugno 2021.

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