Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 30 giugno-6 luglio 2021, rispetto alla precedente, un incremento di nuovi casi a livello nazionale. (5.571 vs 5.306). La Liguria resta la regione con meno casi attualmente positivi ogni 100 mila abitanti, registrando però una variazione percentuale di nuovi casi dell’11,5%. Ormai ridottissimi i posti letto in terapia intensiva (3%) e area medica (1%) occupati da pazienti Covid-19.

«Sul fronte dei nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – dopo 15 settimane consecutive di discesa si rileva un incremento del 5% rispetto alla settimana precedente a livello nazionale. Anche l’attività di testing, dopo 7 settimane di calo, registra un aumento del 15,5%, continuando tuttavia ad attestarsi su numeri troppo bassi, con conseguente sottostima dei nuovi casi e insufficiente tracciamento dei contatti».

Vaccini

In Liguria risulta non vaccinato il 15,3% della popolazione over 60. Erano il 16,2% la settimana scorsa. Una percentuale che comunque è ancora piuttosto alta in confronto ad altre regioni.

Per quanto riguarda gli over 80 ci si avvicina al 90% di persone che hanno completato il ciclo, ma si va molto a rilento rispetto al resto delle fasce di età.

La fascia 70-79 anni passa dal 62,5% di persone che hanno completato il ciclo al 67,4% in una settimana.

Per quanto riguarda la fascia 60-69 anni si è arrivati al 38,2% (era 34,4% la scorsa settimana)

In totale la popolazione ligure vaccinata con un ciclo completo è in piena media nazionale: 36,4%. Il 23,1% ha ricevuto solo la prima dose.

Variante delta

Gimbe spiega che l’ultima indagine flash dell’Istituto Superiore di Sanità stima al 22,7% la prevalenza della variante delta con notevoli differenze regionali (range 0-70,6%). «I dati provenienti dall’Inghilterra e quelli, seppur preliminari, di Israele – puntualizza Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – confermano l’elevata efficacia del ciclo vaccinale completo nel prevenire le forme severe di Covid-19, le ospedalizzazioni e i decessi. l tallone d’achille sono proprio gli over 60 ancora non vaccinati».

Le criticità della campagna vaccinale evidenziate da Gimbe riguardano il numero di dosi consegnate inferiore all’atteso, le consegne discontinue per tempistiche e quantità (tranne Pfizer), la crescente diffidenza verso AstraZeneca e Johnson nonostante una consistente disponibilità residua, il rallentamento nella somministrazione delle prime dosi e l’esitazione vaccinale negli over 50.

«L’incremento dei casi conseguente alla diffusione della variante delta – dice Cartabellotta – destinato a continuare nelle prossime settimane non deve generare allarmismi. Certo il dato preoccupa per il suo potenziale impatto sugli ospedali che sarà inversamente proporzionale alla copertura vaccinale completa degli over 60. Ecco perché, oltre a potenziare contact tracing e sequenziamento, occorre sia mettere in campo strategie di chiamata attiva per gli over 60 che non si sono ancora prenotati, sia accelerare la somministrazione delle seconde dosi. Infine, siamo tutti chiamati a contribuire attivamente a rallentare la diffusione della variante delta mantenendo comportamenti responsabili ed evitando gli errori della scorsa estate».

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