Il 2020 è stato un anno difficile per l’edilizia in Liguria. Il comparto è riuscito a reggere all’emergenza e ha sofferto meno rispetto ad altri per la crisi pandemica, grazie ad alcune sue peculiarità, come il fatto di richiedere gran parte del lavoro all’aperto ma le difficoltà dell’anno scorso si sono sommate a un periodo iniziato nel 2008-2009 di crisi costante. Per il 2021 è atteso un recupero ma è indispensabile la proroga degli incentivi. Lo ha dichiarato in conferenza stampa Filippo Delle Piane, presidente di Ance Genova e vicepresidente nazionale di Ance, al termine del suo mandato alla guida degli imprenditori edili genovesi. .

«I principali indicatori economici – ha precisato Delle Piane – danno evidenza che in Liguria l’attività economica ha subito gli effetti della crisi globale, ma con un livello di intensità inferiore rispetto alle altre regioni del Nord. Secondo le ultime stime formulate dall’Ance, il 2020 segna una flessione del pil in Liguria del -8,4%, inferiore al calo registrato in media in Italia (-8,9%). Sul fronte occupazionale, in Liguria, nel 2020, il numero di imprese attive è diminuito di 134 unità rispetto al 2019: si è passati, infatti, dalle 3.622 imprese alle 3.488. Nel capoluogo ligure, il numero di imprese attive è sceso di 61 unità con un calo in termini percentuali del 3,70% rispetto ai livelli del 2019».

Tracciando un bilancio del proprio mandato Delle Piane ha dichiarato: «Sono arrivato nel pieno della crisi (è stato eletto nel marzo 2015, ndr), non sono stati ani facili. Lascio una città che sta provando a trasformarsi, un territorio che si sta dotando di infastrutture e un’associazione che l’anno scorso ha registyrato 60 nuove adesioni, dato molto significativo. Ance è compatta, efficiente, e la scelta del mio successore non richiederà alchimie elettorali e anche questo è significativo».

È inaccettabile, ha osservato il presidente di Ance Genova, «la tragedia dei collegamenti autostradali, causata da 50 anni di mancata manutenzione. Chi doveva fare non ha fatto e chi doveva controllare non ha controllato». Il Bonus presenta problemi «anche a causa di un percorso comunicativo sbagliato e di una normativa troppo complessa ma noi rimaniamo fiduciosi sulle potenzialità dello strumento».

A mettere in seria difficoltà le imprese edili nell’attuale congiuntura sono anche il rincaro e la scarsità di alcune materie prime, tanto che è difficile persino ottenere dei preventivi dai fornitori.

Secondo i dati di Ance Genova il numero di ore lavorate nel 2020 è sceso, in termini percentuali, del 3,86% rispetto al 2019, passando dai 16.938.279 di ore lavorate nel 2019 ai 16.285.174 dello scorso anno e si è assistito, a causa della grave situazione determinata dall’emergenza Covid 19, a un forte aumento del numero di ore autorizzate per le richieste, da parte delle imprese, di Cassa Integrazione Guadagni.

In Liguria, nel 2020, le imprese hanno fatto ricorso alla CIG per 4.943.586 ore rispetto al 2019 quando le ore richieste per l’attivazione della CIG erano risultate pari a 815.136. In termini percentuali l’aumento è risultato pari a 506 punti. A Genova, l’incremento risulta corrispondente al 388%: siamo passati da 566.659 ore nel 2019 a 2.765.003 nel 2020. Tuttavia, nonostante il massiccio ricorso alla CIG da parte delle imprese, il numero di ore effettivamente lavorate si è mantenuto pressoché in linea con i valori registrati nel 2019.

Sul fronte degli investimenti, il settore edile ligure ha subìto un calo del 10,8% in termini reali nel confronto con l’anno precedente. Peraltro, per il 2021, sembra certo un rimbalzo rispetto al 2020 per l’economia della nostra regione del +4,3%.

Per gli investimenti pubblici il 2020 rappresenta un anno positivo segnando un incremento del 20,8% rispetto all’anno precedente. Concentrando l’attenzione sulle componenti della spesa relative ad investimenti infrastrutturali, i risultati confermano, sull’intero anno, una crescita del 26,7% rispetto all’anno precedente, pari a maggiori investimenti per opere pubbliche per 63 milioni di euro. In generale, l’andamento dello scorso anno è spiegato dalla gestione dell’emergenza sanitaria, come dimostrato dall’aumento delle spese per l’adeguamento degli spazi scolastici (+66%), degli interventi sugli immobili ad uso strumentale (+795%), e dall’aumento degli investimenti per le infrastrutture idrauliche (+144%) e per la sistemazione del suolo (+76%).

Nell’area metropolitana di Genova, il settore dei lavori pubblici ha resistito proseguendo la fase di ripresa iniziata nel 2018: infatti, nel 2020 il numero dei bandi di gara per lavori pubblici è cresciuto rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2019 (170 gare nel 2020 contro le 103 gare nel 2019). Parallelamente, anche il dato riferito al valore degli appalti è aumentato: nel 2020 sono stati messi in gara lavori pubblici per un ammontare pari a circa 160 milioni di euro, contro i 98 appaltati nel 2019.

Anche il mercato immobiliare residenziale sul finire del 2020 ha registrato, per l’area di Genova, una certa ripresa (+12,2%) in linea con quanto avvenuto in tutte le altre province liguri ed i dati dei primi mesi del 2021 confermano l’andamento positivo in linea con quanto sta avvenendo a livello nazionale.

Per l’anno corrente è previsto, in Liguria, un incremento dell’8,6% degli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dal comparto del recupero abitativo (+14%) e da una graduale ripresa dell’attività sia nel comparto non residenziale privato (+5%) sia in quello delle opere pubbliche (+7,7%).

Stenta invece ancora a decollare il mercato delle ristrutturazioni agevolate e senza la proroga per un periodo adeguato dei benefici fiscali, da un lato, e la semplificazione delle procedure, dall’altro, secondo Ance Genova il rischio è quello del fallimento di una iniziativa che va, invece, fortemente sostenuta, nell’interesse generale.

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