Crollo delle Borse europee sotto la pressione dei timori per la variante Delta del Covid-19,  tutti i settori sono in rosso.   Il Cac 40 di Parigi segna 2,54%, il Ftse 100 di Londra -2,34%, il Dax 30 di Francoforte -2,7%, l’Ibex 25 di Madrid -2,47%. Forte calo anche per l’S&P-500 a Wall Street. Milano ha terminato le trattative con Ftse Mib -3,33%, terzo ribasso consecutivo (Ftse Italia Star -2,11%, Ftse Italia All Share -3,27%, Ftse Aim Italia -1,60%. In netto ampliamento lo spread Btp/Bund a 113 punti (variazione +3,64%, rendimento Btp a 10 anni +0,70%, rendimento Bund a 10 anni -0,43%).

A Piazza Affari solo due titoli del Mib hanno chiuso in rialzo, Diasorin (+1,81%) e Amplifon (+0,47%). I ribassi maggiori sono di Bper Banca (che ha chiuso a -5,08% dopo essere stata fermata per eccesso di volatilità a -5,4), Enel (-5,07%), Exor (-4,75%). Male anche IntesaSanpaolo (-4,23%) e UniCredit (-3,59%).   Eni (-384%) si è allineata al trend negativo del settore, determinato dal crollo del prezzo del petrolio. Fuori del listino principale, tonfo di Webuild (-5,48%).

Sul mercato valutario, stabile l’euro/dollaro Usa, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,18.

L’oro scende a 1.805,7 dollari l’oncia. Tonfo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua gli scambi a 67,2 dollari per barile, in calo del 6,42%, con la notizia che ieri i paesi dell’Opec+ hanno raggiunto un’intesa sull’aumento della produzione di 400.000 barili al giorno a partire da agosto fino alla fine di settembre del 2022 pur a fronte di un outlook per la domanda che rimane incerto.

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