Le buone trimestrali di Goldman Sachs e JPMorgan non state sufficienti a stimolare Wall Street e le borse europee, frenate dall’inflazione Usa sopra le attese e dalle nuove chiusure o a rallentamenti nelle riaperture delle attività economiche  in tutto il mondo a causa della diffusione della variante Delta del Covid-19,  e prive di spunti positivi rilevanti. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Mib -0,50 (Ftse Italia Star +0,02%, Ftse Italia All Share -0,42%, Ftse Aim Italia +0,12%). L’Ibex di Madrid segna -1,39%, il Cac 40 di Parigi -0,01%, il Ftse 100 di Londra e il Dax 30 di Francoforte entrambe +0,01%. Lo spread Btp/Bund si è ridotto a 105 punti (variazione -2,06%, rendimento Btp 10 anni +0,71%, rendimento Bund 10 anni -0,34%).

A Piazza Affari in testa al Mib si è piazzata Inwit (+1,45%), in coda Bper Banca (-3,41%), seguita da Leonardo (-2,69%, Fineco -2,26%, Tenaris -2,14%).

In ripresa il petrolio, il Wti ad agosto sale dello 0,84% a 74,72 dollari al barile, il Brent settembre cresce dello 0,96% a 75,88 dollari).

Sul valutario, il dollaro in rimonta sostenuto dal rialzo dell’inflazione americana L’euro passa di mano a 1,1822 dollari (1,1863 in avvio e 1,1861 ieri a fine seduta). La divisa europea vale anche 130,44 yen (130,94 in apertura e 130,88 ieri), mentre il rapporto dollaro/yenè a 110,329.

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