Protesta clamorosa di molti camionisti che, dopo ore in coda in diversi tratti del nodo autostradale di Genova, hanno deciso di scendere dai loro tir. Ad annunciarlo è Trasportounito Fiap, spiegando che “abbandonare il mezzo è un atto estremo”.

«Dopo mesi di ingorghi, code, lavori che avrebbero dovuto essere cadenzati negli anni nell’ambito di un’ordinaria manutenzione − sottolinea Giuseppe Tagnochetti coordinatore di Trasportounito − e sono stati invece concentrati sul nodo genovese e ligure provocandone il collasso con grave pericolo per la sicurezza stradale e una vera e propria devastazione dei livelli produttivi del sistema economico e trasportistico, il vaso è ormai colmo e la situazione sfugge a qualsiasi controllo, con i rischi che ne conseguono per chiunque si avventuri in autostrada e della cui responsabilità qualcuno dovrà farsi carico».

La protesta è partita da un tratto dell’A7 nei pressi di Arquata Scrivia, dove è sceso dal proprio il tir il primo camionista. Poi, la manifestazione si è allargata ad altri tratti autostradali.

«Dopo un’altra giornata di caos intollerabile sulle autostrade della nostra regione, ho sentito l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi: oggi, secondo la programmazione, si fermeranno molti cantieri, alcuni definitivamente. Ma fino a quando non cesseranno i lavori sulla galleria Ranco tra Genova e Savona, i disagi saranno enormi − è il commento del governatore ligure, Giovanni Toti − Questo è uno dei tratti più trafficati della rete autostradale ligure e le così si ripercuotono anche sulla viabilità cittadina. Si tratta di lavori giudicati urgenti e improcrastinabili dagli ispettori del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile. Dunque non possono essere interrotti. Ho chiesto però ad Aspi di cambiare il piano di lavori, lavorando solo la notte. La Liguria non può sopportare ancora 90 giorni, perché tanto dureranno i lavori, di caos come quello vissuto oggi e nelle scorse giornate».

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