3.619 è il numero delle imprese artigiane che la Liguria ha perso negli ultimi 10 anni. Di queste, 2.662 (l’80%) sono ditte individuali. Il dato emerge da una recente analisi di Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione delle imprese individuali dell’artigianato nell’ultimo decennio (31 marzo 2011-31 marzo 2021, dati Movimprese, l’analisi statistica del Registro delle imprese delle Camere di commercio).

Al 31 marzo di quest’anno in Liguria si contano 43.184 imprese artigiane totali, di cui 34.945 ditte individuali. Sono diminuite di oltre il 7% negli ultimi dieci anni. In Italia, tra marzo 2021 e marzo 2011, il calo complessivo è stato di 170 mila unità (-11,7%). Oggi si contano, in totale, 1,3 milioni di imprese artigiane nel nostro Paese.

Il Covid ha pesato ulteriormente su questa situazione: secondo un’indagine del Centro Studi Tagliacarne, nel 2020 il 70% delle imprese artigiane ha subito una riduzione di fatturato contro il 63% delle altre aziende. E anche sul futuro gli artigiani sono molto cauti: solo il 54% prevede di recuperare i livelli produttivi entro il prossimo anno, una quota che scende addirittura al 46% per quelle realtà artigianali alle prese con problemi di passaggio generazionale. Investimenti in digitalizzazione e green fanno però salire sensibilmente le prospettive di ripresa, abbattendo le distanze con le altre imprese: il 63% degli artigiani che ha investito in digitale e il 58% che ha puntato sulla sostenibilità contano di recuperare entro il 2022. La qualità dei prodotti rimane comunque per l’artigianato un fattore essenziale di competizione: il 43% delle imprese artigiane punta esclusivamente su questa leva per battere la concorrenza, contro il 39% del resto delle altre imprese.

Ricambio generazionale difficile

Una classe imprenditoriale, quella artigiana, che risulta sempre più vecchia: in base all’analisi di Unioncamere, nel periodo preso in considerazione, i titolari liguri tra i 18 e i 29 anni sono diminuiti del 34,4%, quelli tra i 30 e i 49 anni del 32,8%. Allo stesso tempo, gli over 70 sono cresciuti del 21,8% e i titolari tra i 50 e i 69 anni del 37,5%. In valori assoluti, i titolari artigiani liguri under 50 sono diminuiti di 7.736 unità in dieci anni, mentre gli over 50 aumentano di 5.082 unità.

Alla fine del primo trimestre dell’anno in corso, l’artigianato ligure si compone di 1.369 titolari giovani (tra i 18 e i 29 anni), 14.366 titolari tra i 30 e i 49 anni e 19.214 over 50, di cui 1.709 over 70.

La difficoltà di ricambio generazionale si riflette anche nel resto del Paese: in dieci anni l’Italia ha perso 28 mila imprese under 30, diminuite del 41,9% rispetto al 2011. E nel frattempo sono cresciute del 47% le ditte individuali guidate dagli over 70, con punte che superano il 50% al Mezzogiorno.

Se nel 2011 per ogni imprenditore over 70 c’erano almeno due titolari d’impresa under 30 pronti a sostituirlo, nel 2021 questo “ricambio” tra generazioni è sceso a meno di uno.

L’artigianato nelle province

In questi ultimi dieci anni l’artigianato genovese ha dimostrato una maggior tenuta, perdendo “solo” il 4,1% delle realtà del comparto. In valore assoluto parliamo di 946 unità in meno. In totale oggi si contano 22.083 imprese genovesi totali (di cui 17,930 individuali, -2,2% in 10 anni).

Il settore ha sofferto di più alla Spezia, dove il calo di imprese nel decennio è stato dell’11,5%: oggi sono 5.218 le imprese attive, di cui 3.814 ditte individuali (-15,3%).

Nelle due province del Ponente ligure l’artigianato si è ridotto in misura simile: -10,9% a Imperia, 881 imprese in meno in 10 anni, al momento sono 7.236. Di queste, 6.143 ditte individuali (-10,4%). A Savona la decrescita è stata dell’11,4%, un calo di 1.111 imprese, in totale 8.647 al 31 marzo di quest’anno. Sul totale provinciale, 7,031 sono realtà individuali, -10,9%.

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