Chiusura in rosso per le principali Borse europee, con risultati negativi soprattutto per banche, energetici e assicurazioni. Nella “giornata delle quattro streghe”, cioè della scadenza in contemporanea di una notevole mole di derivati sui mercati internazionali, che hanno chiamato gli operatori a decidere se rinnovare i contratti o cambiare strategia, ha diffuso inquietudine a Wall Street e in Europa il presidente della Fed di St Louis, James Bullard, che ha prospettato già per la fine del 2022 un aumento dei tassi perché ci sarebbe più inflazione del previsto. Londra segna -1,9%, Madrid -1,8%, Francoforte -1,78%, Parigi -1,46%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Mib -1,93%, Ftse Italia Star -1,14%, Ftse Italia All Share -1,77%, Ftse Aim Italia +0,25%. Brusca espansione dello spread Btp/Bund, che ha raggiunto 107 punti (variazione +5,28%, rendimento Btp 10 anni +0,81%, rendimento Bund 10 anni -0,25%).

A Piazza Affari tranne Diasorin (+1,05%) e A2A (+0,03%) tutti i titoli del Mib hanno perso terreno. I ribassi più marcati sono di Stm (-4,46%), Unicredit (-4,3%), Cnh (-3,01%), Intesa Sanpaolo (-3%).

La svolta nella politica monetaria della Fed ha fatto sentire i suoi effetti sul dollaro, che a fine seduta scambiava a 1,185 (da 1,1919 ieri in chiusura). L’euro/yen passa di mano a 130,75 yen (131,53), dollaro/yen a 110,27 (110,30).

Il petrolio si colloca a 71,9 dollari al barile (+1,2%) per il Wti di luglio e 73,5 dollari (+0,6%) per il Brent di agosto.

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