Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Governo Draghi, che martedì prossimo potrebbe avere luce verde da Bruxelles, tra i finanziamenti previsti dal Next generation Eu, ha previsto uno stanziamento di 350 milioni per tutto il periodo 2021- 2026 con l’intento di mettere ordine alla diversificata e confusa governance del trasferimento tecnologico e dell’innovazione in Italia.

A livello nazionale, il Mistero dello Sviluppo Economico, con lo strumento di Atlante I4.0, registra infatti circa 700 strutture di trasferimento tecnologico e supporto alla trasformazione digitale delle imprese, a testimonianza di una frammentazione troppo spinta.

L’obiettivo misurabile della misura contenuta nella seconda componente della quarta missione del Pnrr – intitolata “Dalla Ricerca all’Impresa” – è quello di riorganizzazione questa governance, per arrivare alla creazione di 60 soggetti nazionali, riconoscibili dalle aziende e aumentare il valore del servizio di Trasferimento tecnologico in Italia del 140% (circa 600 milioni) offrendo alle imprese servizi tecnologici avanzati, coerenti, strategici.

Al centro di questo obiettivo ci sono gli otto Competence center nazionali, i partenariati pubblico-privato che per conto del Ministero dello Sviluppo Economico erogano attività di orientamento, formazione e supporto (anche finanziario) ai progetti di innovazione delle imprese. Una Rete realmente operativa da circa due anni, che mobilita già oltre 30 milioni di euro. Il frutto dell’attenzione per la transizione digitale nelle politiche del nostro Paese e ritrovata centralità di misure volte a favorire il trasferimento di tecnologie dalla ricerca alle imprese italiane di diversa dimensione, per supportarle e aumentarne la competitività internazionale.

A dimostrazione che le finalità italiane incontrano gli obiettivi europei, anche la Commissione europea ha messo in atto una linea di azione simile, con una misura – il Digital Europe Programme – i cui fondi attraverso un bando, finanzieranno gli Edih (European digital innovation hubs), aggregazioni capofilate proprio dai Competence center nazionali, che metteranno a sistema i soggetti in modo da fornire alle imprese, in ambito europeo, servizi, supporto e opportunità di finanziamento. Con sede a Genova, guidato da Start 4.0, si è candidato un partenariato per dare vita ad un Edih focalizzato sull’introduzione e l’adozione di tecnologie abilitanti utili alle imprese nel vasto mondo della Blue Economy. La graduatoria finale sarà resa pubblica il prossimo autunno.

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