Ilaria Caprioglio, sindaco uscente di Savona, non si ricandiderà alle prossime amministrative con il centrodestra, che punterà per l’elezione del sindaco sull’ex primario dell’ospedale San Paolo Angelo Schirru. La notizia è dei giorni scorsi, ed è stata accompagnata dalle dimissioni di Francesco Versace da commissario cittadino di Forza Italia e da quelle del vicesindaco savonese e assessore all’urbanistica Massimo Arecco, della Lega. In sostanza, entrambi lamentano di non essere stati coinvolti nelle decisioni del centrodestra.

Ilaria Caprioglio

La Caprioglio stessa nel discorso di commiato, riportato sul suo sito Facebook, ringrazia gli «amici sinceri» che ha conosciuto e con cui ha lavorato: «in particolare l’assessore Montaldo, gli assessori Romagnoli, Rodino e Scaramuzza, il segretario generale, i dirigenti, il personale del Comune di Savona». Un vasto elenco, che esclude i componenti della giunta non menzionati. Del resto il sindaco uscente ha concludo il suo discorso con un auspicio: «i partiti rivedano il loro ruolo e prestino maggiore attenzione nel tutelare il sindaco, non lo lascino solo nel gravoso compito di amministrare una città gestendo, talvolta, una maggioranza poco coesa e, soprattutto, non siano terreno di scontro e di personalismi ai danni di un’intera comunità. Trovo deplorevoli gli scontri di potere all’interno dei partiti – ha ribadito – che contribuiscono a togliere serenità e incisività all’azione amministrativa, il tutto a discapito della comunità».

Giovanni Toti, governatore ligure e leader del centrodestra regionale oltre che del primo partito ligure Cambiamo! nel suo intervento alla presentazione del nuovo candidato ha dichiarato che «congiuntamente al sindaco le forze politiche hanno ritenuto che fosse giusto continuare questa esperienza politica cogliendone il meglio ma rimettere energie fresche nel sistema ricucendo screzi tra le forze politiche».

Ma Caprioglio a proposito di energie fresche ha voluto precisare «come non sia affaticata dal lavoro e dalle responsabilità, mi sono laureata lavorando e ho cresciuto tre figli lavorando: sono, invece, affaticata per essermi trovata, sovente, nella traiettoria del “fuoco amico”, generato da deplorevoli lotte all’interno dei partiti che hanno portato una grande instabilità». Esclusa la stanchezza, quindi, rimangono gli screzi.

Screzi tra chi? Da anni negli ambienti del centrodestra si parla di una lontananza, per non dire di una contrapposizione tra Caprioglio e Toti. Il sindaco savonese, che pure come candidato pare sia stato voluto da Toti, dopo le elezioni si è presto trovato più in sintonia con Claudio Scajola, sindaco di Imperia ma con una notevole influenza sul ponente ligure, che con il governatore. E Toti e Scajola, è noto, non vanno d’accordo. L’ex ministro di Berlusconi per vincere le elezioni amministrative nel 2018 aveva dovuto battere un centrodestra ispirato e guidato da Toti. Ora i due collaborano sul piano istituzionale e stop. La Lega  non ha avversato Caprioglio ma non ne è stata entusiasta e nell’atteggiamento nei suoi confronti ha riversato i propri contrasti interni.

Acqua passata, ormai. Le dimissioni di Versace e Arecco, però, indicano un malessere che difficilmente sarà risolto con il venire meno di Caprioglio. Riguarda le modalità dei processi decisionali del centrodestra che al momento non appare così «unito e aperto» come auspicato da Toti. Due esponenti di Forza Italia, Giancarlo Vinacci, responsabile del Dipartimento Nazionale Sviluppo economico, e Giuseppe Costa, responsabile regionale dei Seniores della Liguria, in una nota congiunta dichiarano: «Quanto è avvenuto nel centrodestra a Savona (consiglieri comunali di maggioranza che hanno lasciato i loro partiti) impone un maggiore impegno dei vertici a coinvolgere nelle scelte e nella composizione delle liste elettorali i loro organi statutari e i loro eletti nei territori. Certo l’unità di tutte le forze politiche su un candidato condiviso e su un progetto funzionale deve essere al primo posto, ma questa unità non può essere calata dall’alto, ma costruita e condivisa». Secondo Vinacci e Costa «La scelta finale: Angelo Schirru a candidato sindaco per Savona è stato un buon risultato, stante che non si riusciti a coinvolgere il sindaco uscente, Ilaria Caprioglio, a candidarsi per un secondo mandato».

Unità non calata dall’alto ma costruita e condivisa significa dibattiti e votazioni all’interno di organi ufficiali, coinvolgimento di militanti e simpatizzanti. I due ormai pensano alle prossime amministrative genovesi, la prossima primavera quando si rinnoverà il consiglio comunale di Genova, appuntamento per il quale ritengono indifferibile prepararsi per tempo. Fermo restando che il candidato sindaco sarà Bucci, «Forza Italia dovrà predisporre liste competitive con candidati motivati e preparati per i Municipi e per il Comune mediante il coinvolgimento dei propri organi statutari e i propri attivisti».

«Per quanto riguarda poi il candidato capolista di Forza Italia per il Comune di Genova – conclude a sorpresa la nota – interpretando il sentimento di tutto il movimento, crediamo dovrà essere indicato l’esponente più importante della nostra comunità genovese. E chi meglio dell’on. Roberto Cassinelli può assolvere tale ruolo? Ha grande esperienza ed autorevolezza, è sempre equilibrato, ha ampie relazioni e conosce profondamente le problematiche cittadine».

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