Nel 2020 le famiglie liguri hanno speso 1 miliardo e 706 milioni di euro in beni durevoli, vale a dire 167 milioni in meno rispetto all’anno precedente, come rileva l’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia.

Il calo dell’8,9% (risultato comunque migliore rispetto alla media nazionale del -10,3%) si deve principalmente al crollo del mercato dell’auto, che in regione ha visto sfumare 122 milioni tra nuovo (-12,3% a 385 milioni) e usato (-13,5% per 439 milioni). Non ha fatto meglio l’altro segmento più rilevante per valore di spesa, quello dei mobili: 326 milioni, in flessione del 12,8%. Nota dolente anche per i motoveicoli (-7,5% a 110 milioni di euro) e per la telefonia (-4,9% a 194 milioni). Hanno invece motivo di sorridere gli operatori dei settori elettrodomestici ed elettronica di consumo grazie una crescita rispettivamente del 2,7% per 120 milioni totali e del 6,4% per un giro d’affari da 60 milioni.

Anche in Liguria, come nel resto del Paese, si registra un vero e proprio exploit dell’information technology sulle ali delle nuove necessità generate da smartworking e Dad: +27,5% per 72 milioni di spesa.

«Nel 2020 – precisa il responsabile dell’Osservatorio Findomestic, Claudio Bardazzi – la spesa media per famiglia in beni durevoli in Liguria è stata di 2.198 euro, cioè 150 euro in meno rispetto alla media nazionale e 436 in meno in confronto a quella del Nord-Ovest. La Spezia con 2.275 euro per famiglia e Savona con 2.209 euro hanno fatto meglio sia di Genova, a quota 2.201 euro, che di Imperia, che si è fermata a 2.099 euro. I dati si riflettono sui trend di consumo, che vedono una riduzione generalizzata della spesa in durevoli in tutte le quattro province: -10,3% a Imperia e La Spezia rispettivamente con 223 e 239 milioni di euro di spesa, -9,1% a Savona con 308 milioni e Genova con 936 milioni, in discesa dell’8,1%».

La provincia capoluogo, Genova, ha visto sfumare 82 milioni di acquisti in beni durevoli nell’arco del 2020 a causa soprattutto della performance negative nel settore della mobilità: i genovesi hanno speso 200 milioni di euro in auto nuove (-10,2%) e 241 milioni n usate (-13,2%). Brusca frenata anche per le due ruote con 67 milioni di euro di fatturato complessivo per un calo del 6,1%. Tra i beni per la casa, l’importante settore dei mobili ha ceduto il 13,3% arretrando a 178 milioni: la perdita è stata solo parzialmente compensata dal buon andamento di elettrodomestici (+3,6% per 68 milioni), ed elettronica di consumo (+7,9% per 35 milioni) e dal boom dell’information technology (+29% per 40 milioni). Nel territorio genovese, infine, sono diminuiti gli acquisti in prodotti di telefonia: nonostante una contrazione del 4,9%, il giro d’affari del settore rimane oltre i 100 milioni di euro, per l’esattezza 106.

In provincia di Savona nel 2020 i 308 milioni di euro spesi in beni durevoli si sono concentrati in particolare su auto nuove (73 milioni, -13,7%), usate (83 milioni, -12,5%) e mobili (57 milioni, -11,7%). All’andamento deficitario dei tre principali comparti del mercato corrisponde una crescita contenuta del mercato degli elettrodomestici (+1,3%) e dell’elettronica di consumo (+4,9%) che valgono rispettivamente 20 e 10 milioni di euro. L’unica vera accelerazione è quella che ha interessato l’information technology: il +23% ha portato il comparto a quota 12 milioni di euro. Infine, il settore della telefonia ha sperimentato un calo del 5,2% slittando a 37 milioni di euro.

Le famiglie spezzine nel 2020 hanno speso 239 milioni di euro in beni durevoli, di cui 135 nel settore dei motori: 67 in auto nuove (-13,6%), 57 in auto usate (-14,9%) e 11 in motoveicoli (-9%). Nel settore casa, risultano in miglioramento le performance degli elettrodomestici (+1,9% a 16 milioni) e dell’elettronica di consumo (+3% a 8 milioni), ma il segno meno ricompare nel comparto dei mobili (-14,1%, peggior risultato in regione, per 45 milioni di spesa) e in quello della telefonia (-4,8% a quota 26 milioni). L’information technology corre a +29,8% facendo segnare il rialzo più importante tra le province liguri, anche se i consumi rappresentano una quota residuale di 10 milioni di euro.

Con 223 milioni di euro, Imperia è la provincia ligure con la spesa in beni durevoli più bassa nel quadro regionale. Gli acquisti di auto nuove sono crollati del 17,3% (peggior risultato in regione) scivolando a 45 milioni. Analogo l’andamento del segmento dell’usato, con un fatturato di 58 milioni, in diminuzione del 14,5%. Il record negativo di Imperia è confermato anche nei motoveicoli: 16 milioni per un arretramento del 10,9%. In crescita, invece, gli elettrodomestici (+1,8% a 16 milioni) e l’elettronica di consumo (+5,2% a 8 milioni). Pesanti i passivi sia per i mobili (11,7% a 44 milioni) e per la telefonia (-4,5% a 26 milioni). Il solo exploit è quello dell’information technology: +24,9% a 10 milioni di euro.

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