“Assicurare un solido futuro al polo genovese dell’Automazione di Leonardo intervenendo al più presto su organizzazione, governance, processi e dimensione, anche a tutela dei livelli occupazionali”. È questa la posizione che l’azienda conferma in merito alle prospettive della Business Unit Automazione di Genova, comunicandola in una nota.

Lo scorso 8 giugno i lavoratori di Leonardo sono scesi nuovamente in piazza per manifestare contro la vendita della bu Automazione, chiedendo un confronto con l’azienda e una convocazione al ministero dello Sviluppo economico.

“Il mercato di riferimento dell’Automazione di Leonardo – si legge nella comunicazione aziendale – richiede una struttura di costi snella e una forte agilità operativa, in un contesto di grande competitività caratterizzato da player globali molto focalizzati e di grande dimensione, che hanno imposto nel tempo un modello di business completamente nuovo basato su accordi flessibili e multipiattaforma. Leonardo è impegnata ad affrontare tutti questi aspetti per garantire le migliori prospettive per l’Automazione e i suoi lavoratori”.

«Fra le varie opzioni su cui Leonardo sta lavorando c’è la ricerca di un partner con una prospettiva industriale – anche in grado di rilevare nel tempo Automazione – che possa garantire alla Business Unit di essere competitiva nel lungo periodo, con una dimensione adeguata e una capacità di investimento dedicata – spiega Simonetta Iarlori, chief people organisation and transformation officer di Leonardo Il primo passo, che Leonardo sta già facendo, è quello di fare tempestivi interventi mirati sull’Automazione per garantire alla Business Unit una struttura di costi e governance, flessibile e agile, in linea con il suo mercato di riferimento, caratterizzato da dinamiche differenti da quelle tipiche del mercato dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Si tratta di scelte non procrastinabili, se si vuole assicurare un futuro solido a questa realtà».

Per Leonardo questo percorso ha senso se vengono soddisfatte due condizioni: la prospettiva di lungo periodo e la salvaguardia del livello occupazionale. “Sono condizioni imprescindibili. Ciò è in linea con quanto Leonardo ha dimostrato da sempre sul territorio, dove ha saputo valorizzare nel tempo i suoi business, anche quelli che oggi non sono più nel suo perimetro e che stanno a dimostrare la bontà delle scelte fatte. In più Leonardo ha scelto Genova per lanciare la sua iniziativa strategica più significativa nel lungo periodo: la realizzazione del più avanzato centro di competenza dedicato a supercalcolo, intelligenza artificiale e cloud che guiderà il processo di digitalizzazione di Leonardo e contribuirà in maniera significativa a quello dell’intero Paese. Un progetto, di risonanza e di valenza internazionale, che prospetticamente genererà un valore diffuso nella città, mettendo a sistema con le Università e i centri di ricerca del territorio come Iit, nuove competenze e nuove aree tecnologiche in grado di far crescere e attrarre talenti a Genova. I Leonardo Labs e l’attività di Cyber Security rappresentano uno degli asset strategici di sviluppo di lungo periodo di Leonardo, determinanti per mantenere la competitività del gruppo a livello globale. Una sfida imprescindibile, che determinerà l’esistenza dell’industria manifatturiera nazionale, non soltanto a Genova”.

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