La Camera di commercio di Genova farà da tramite tra le micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare piani di ricerca in ambito tecnologico e i ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia, che potranno fornire indicazioni sulle possibilità di sviluppo dei loro progetti, gli eventuali finanziamenti disponibili, anche a livello europeo, e il loro possibile sbocco nel trasferimento tecnologico.

L’accordo per l’avvio della collaborazione tra ente camerale e Iit è stato siglato questa mattina, nella sede della Camera di commercio di Genova, tra il presidente Luigi Attanasio e il direttore scientifico dell’Istituto, Giorgio Metta. Avrà una durata di almeno 10 anni.

Un premio al progetto imprenditoriale più innovativo

 

La prima attività realizzata per promuovere l’iniziativa di Iit e Camera di commercio genovese è il lancio di un premio annuale chiamato “Blue, Green & Silver”, da assegnare all’impresa che si è maggiormente distinta per aver realizzato un progetto innovativo che possa trovare applicazione nei settori più qualificati dell’economia genovese: blue, green e silver economy, appunto. Il premio, di 10 mila euro, verrà assegnato sulla base delle indicazioni fornite da un comitato composto da rappresentanti dell’Iit per la valutazione scientifica ed esperti dell’ente camerale per la validazione degli aspetti legati al business plan e alla gestione di impresa.

«L’imprenditore interessato può rivolgersi a una delle nostre sedi − spiega Attanasio − dove troverà sempre supporto per il suo progetto, indipendentemente dalla valenza scientifica della proposta: abbiamo strumenti appositamente rivolti alle imprese, come i Punti impresa digitale e l’Enterprise Europe Network. Laddove dovessimo individuare un contenuto tecnologico importante o lo sviluppo potenziale di una tecnologia, a quel punto, al termine di un nostro screening, lo proporremo all’Iit. Proprio per questo abbiamo creato un punto di incontro b2b al Center of Robotics and Intelligence Systems di San Quirico, dove scienziati e ricercatori valuteranno i possibili sviluppi dell’idea».

L’Iit, che già conta moltissime collaborazioni con le grandi imprese del territorio, riesce ora ad agganciare anche il segmento della micro, piccola e media impresa: «Mancava solo l’accordo con l’interlocutore giusto, in questo caso con la Camera di commercio, per chiudere il cerchio − osserva Metta − Spesso le risorse economiche delle micro, piccole e medie imprese per fare innovazioni sono limitate, quindi spesso ci troviamo di fronte a un’esigenza specifica ma con una scarsa capacità di attivarla in maniera autonoma. In quest’ottica, ci siamo anche dotati di alcuni laboratori che si occupano principalmente di attività industriali: laboratori in grado di svolgere con continuità progetti molto mirati, di “piccole dimensioni”, spesso soluzioni specifiche da sviluppare in tempi molto brevi. Piccole innovazioni che però possono fare la differenza».

Spesso a frenare le iniziative tecnologiche delle imprese è la mancanza di fondi: «Oltre al Pnrr, che è un’opportunità molto ampia e che è importante sfruttare, ci sono anche altri canali di finanziamento, spesso non conosciuti dalle pmi − sostiene Metta − Canali europei, che esistono da sempre, ma che non sono sfruttati a sufficienza. Noi, come anche Camera di commercio, con i nostri uffici e competenze, possiamo dare una mano alle piccole imprese anche in questo ambito».

Le principali aree di interesse in cui si muove la nuova collaborazione sono le tecnologie legate alla salute e alla sostenibilità del territorio e del mare. Ambiti nei quali l’Iit sta concentrando la maggior parte delle ricerche: «Qualche mese fa abbiamo dato una rinfrescata al nostro piano strategico, che ha già nella sostenibilità un pilastro strategico − spiega Metta − Con l’occasione, abbiamo lanciato un’iniziativa di coesione importante, in base alla quale tutta la nostra ricerca in ambito sostenibilità entra in un framework unitario. Di fatto, abbiamo cercato di capire su quali obiettivi di sostenibilità e sviluppo delle Nazioni unite possiamo intervenire. Ne abbiamo individuati sette e stiamo sviluppando dei progetti specifici su ciascuno di loro: si va dai materiali smart al ciclo dell’acqua, ma anche l’agricoltura di precisione e la sostenibilità delle cure, che riguarda, per esempio, lo sviluppo di sensori poco costosi e riciclabili per il monitoraggio dello stato di salute. Tutte ricerche che stiamo incastonando per renderle più visibili e per progettarle in modo più strutturato e coeso tra loro. Un’iniziativa importante, lanciata a febbraio, per ora ancora abbastanza giovane, ma su cui vogliamo spingere».

Per quello che riguarda poi la ricerca sulla salute, l’Iit si sta focalizzando su due importanti progetti: «Uno riguarda le tecnologie a rna, mentre, in ambito neuroscienze, sarà presto lanciata una nuova startup sullo sviluppo di un progetto legato alla retina».

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