La presenza femminile nelle professioni tecniche e scientifiche è ridotta e per far crescere il numero di ragazze che si iscrivono ai corsi universitari nelle materie cosiddette Stem (Science, Technology, Engineering, and Mathematics) il Dibris (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università di Genova), Ibm e Dock Joined Intech hanno avviato il progetto Nerd? (acronimo di “Non è roba da donne?”)

Il progetto offre alle ragazze delle scuole genovesi un laboratorio online di informatica come proposta di Pcto (percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) per mostrare quanto questa disciplina possa essere interessante e creativa. Inoltre, durante le attività di laboratorio, le studentesse hanno l’opportunità di conoscere ricercatrici, imprenditrici e professioniste di successo che parlano del proprio lavoro e delle loro ricerche, passioni e ambizioni, ponendosi come modelli di riferimento di “donne tecnologiche” dalle quali trarre ispirazione.

Dall’analisi dei dati statistici che descrivono l’ateneo genovese, emerge che le donne iscritte ai corsi di laurea scientifici sono ancora poco numerose. Questi numeri riflettono la situazione nazionale, e anche europea, dove le rilevazioni più recenti mostrano che la composizione per genere nelle Stem risulta fortemente sbilanciata. Secondo il rapporto 2020 di AlmaLaurea (Profilo dei Laureati 2019), benché le donne da tempo costituiscano oltre la metà dei laureati in Italia (il 58,7% del totale), si continua a osservare una forte differenziazione nei vari ambiti disciplinari. Le donne laureate nei corsi di ingegneria sono solo il 26,4% e, similmente, nei corsi scientifici solo il 26,7%.

L’iniziativa Nerd? è nata nel 2013 da una collaborazione fra Ibm Italia e l’Università La Sapienza di Roma e, grazie al grande impegno e alla verve di Floriana Ferrara, ogni anno si rinnova coinvolgendo un numero sempre maggiore di studentesse, scuole e università in tutta Italia. L’Università di Genova partecipa dal 2019. A questa edizione 2021, con l’Università di Genova, hanno aderito altri 16 atenei distribuiti in dodici regioni per un totale di cinquemila studentesse. Vista la situazione pandemica da Covid-19, Nerd? 2021 si è svolto interamente in modalità a distanza, sperimentando così nuove possibilità di interazione e proponendo alle studentesse un modello positivo di smart working e collaborazione online.

Nell’edizione 2021 di Genova, grazie al supporto dei tanti volontari di Ibm e di Dock Joined Intech, abbiamo fatto lavorare online quasi centoventi studentesse di terza, quarta e quinta, provenienti da quattordici scuole diverse, su progetti di intelligenza artificiale. Dopo un’adeguata formazione sugli strumenti informatici da utilizzare, le ragazze hanno formato delle piccole squadre per progettare e realizzare delle chatbot che potessero dialogare in maniera naturale, avvicinandosi così alle nuove tecnologie del cognitive computing. Non c’è stata nessuna indicazione sulle tematiche da trattare e ogni gruppo ha scelto liberamente un argomento attorno al quale sviluppare il proprio servizio di chatbot. I temi affrontati sono stati molto vari tra turismo, cinema, musica, serie tv, ambiente, benessere, cibo e socialità.

Il risultato finale di Nerd? 2021 per le scuole genovesi secondo gli organizzatori è stato molto incoraggiante perché tutti i progetti (ventotto in tutto) hanno raggiunto livelli di completezza e funzionalità che sono stati giudicati più che soddisfacenti nelle valutazioni degli esperti. Vista la dimensione nazionale dell’iniziativa, i lavori di tutte le sedi sono stati messi a confronto e i primi due gruppi nella graduatoria genovese sono stati classificati quarti a livello italiano. Sono i progetti Ibisco del Liceo Della Rovere di Savona e Noiabot del Liceo Marconi Delpino di Chiavari.

Considerato il successo dell’iniziativa anche a livello nazionale possiamo ipotizzare che venga replicata nei prossimi anni.

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