Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 16-22 giugno 2021 un lieve aumento dei nuovi casi in Liguria, anche se il dato degli attualmente positivi per 100 mila abitanti è ancora il più basso d’Italia. Bassissime anche le percentuali di posti letto occupati da pazienti Covid-19 in terapia intensiva (4%) e in area medica (2%).

«Da 14 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registra una discesa dei nuovi casi settimanali a livello nazionale. Se la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati conferma una ridotta circolazione del virus, la progressiva diminuzione dell’attività di testing sottostima il numero dei nuovi casi e documenta l’insufficiente tracciamento dei contatti, cruciale in questa fase della pandemia».

Nel periodo 12 maggio-22 giugno la media nazionale si attesta a quota 101 persone testate/die per 100.000 abitanti con rilevanti e ingiustificate differenze regionali, secondo Gimbe.

Variante delta (indiana)

Secondo il report Ecdc pubblicato ieri, questa variante è del 40-60% più contagiosa di quella alfa (inglese) e determinerà il 70% delle nuove infezioni entro l’inizio di agosto ed il 90% entro la fine. In Italia, stando al database internazionale Gisaid, sulla base dei campioni prelevati dal 9 al 23 giugno, su 218 sequenze depositate, 71 (32,6%) sono da variante delta, un numero di incerta rappresentatività nazionale visto che non tutte le Regioni condividono i sequenziamenti in questo database. Un dato più accurato sulla prevalenza della variante delta in Italia, che al 18 maggio si attestava all’1%, è atteso con la nuova indagine di prevalenza dell’Iss (circolare del ministero della Salute 27401 del 18/06/2021) sui campioni notificati il 22 giugno.

«In assenza di dati affidabili sulla presenza della variante delta in Italia – puntualizza Cartabellotta – tre sono le ragionevoli certezze: innanzitutto il numero di sequenziamenti effettuati è modesto e notevolmente eterogeneo a livello regionale; in secondo luogo, il contact tracing non è stato adeguatamente ripreso, nonostante i numeri del contagio lo permettano; infine, preoccupa il confronto con quanto sta accadendo nel Regno Unito nonostante sia più avanti sul fronte delle coperture vaccinali: in Italia infatti poco più 1 persona su 4 ha una copertura adeguata, avendo completato il ciclo vaccinale (27,6% rispetto al 46% del Regno Unito), mentre il 26,5% della popolazione ha ricevuto solo una dose (rispetto al 17% del Regno Unito) e il 46% è totalmente privo di copertura (rispetto al 37% del Regno Unito), percentuali preoccupanti considerando la minore efficacia di una sola dose di vaccino nei confronti di questa variante».

Vaccinazioni

A proposito di vaccini l’aggiornamento evidenzia quanti non sono stati ancora vaccinati tra gli over 60. In Liguria sono il 17,3%, sesto posto nazionale.

In Liguria il 30,6% ha ricevuto il ciclo completo, mentre il 23,6% solo la prima dose.

Per quanto riguarda la copertura degli over 80 si fatica a raggiungere gli ultimi che non sono stati vaccinati: in Liguria (sotto la media nazionale) il ciclo completo è stato ricevuto dall’87%, il 5,6% solo la prima dose.

Sulla categoria 70-79 anni la Liguria registra una discreta performance (rispetto alle altre regioni) sul ciclo completo (58,4%), con il 24,8% che ha ricevuto solo la prima dose. La somma però vede la nostra regione ancora indietro rispetto ad altre.

La categoria 60-69 anni è ancora più indietro: il 32,3% ha compiuto l’intero ciclo vaccinale, mentre il 42,4% attende la seconda dose (si ipotizza che molti di questi abbiamo ricevuto Astra Zeneca, che ha un tempo di richiamo di tre mesi).

«Considerato che molti over 60 devono ancora completare il ciclo vaccinale – precisa Renata Gili responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe – è utile ribadire che secondo l’ultimo report del Public Health England nei confronti della variante delta una singola dose di vaccino di Pfizer-BioNTech o AstraZeneca riduce la probabilità di malattia del 31% e di ospedalizzazione del 75%; percentuali che salgono rispettivamente al 80% e al 94% con il ciclo completo».

«Se al momento attuale – mette in guardia Cartabellotta – tutti i dati dimostrano una bassa circolazione del virus e ed un impatto ospedaliero ormai minimo, non è accettabile una gestione “attendista” della variante delta, contro la quale occorre attuare tempestivamente le misure raccomandate dall’ECDC: potenziare sequenziamento e  contact tracing, attuare strategie di screening per chi arriva dall’estero, accelerare la somministrazione della seconda dose negli over 60 e nei fragili, commisurando l’intensità delle misure non farmacologiche di contenimento del contagio alla loro copertura completa».

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