«Se il Cts deciderà che il vaccino AstraZeneca non va bene, vorrei semplicemente venisse fatta una comunicazione univoca e chiara, per dare una risposta a chi ha già fatto o deve ancora fare il vaccino. Lo chiedo come presidente della Regione che, come tutti i miei colleghi, si sta spendendo insieme a tutta la Sanità in questa enorme campagna di vaccinazione oltre che nella gestione della pandemia».

Così il presidente Giovanni Toti, in attesa di un ulteriore approfondimento del Cts sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca per gli under 60.

«Le indicazioni di Ema – prosegue Toti – dicono che i vaccini a vettore vitale, quindi anche AstraZeneca, sono sicuri. Ma deve finire il tempo delle raccomandazioni vaghe, che di fatto lasciano la responsabilità alle Regioni: Aifa, ministero della Salute e Cts devono prendere una posizione netta a riguardo. In questi mesi, troppe volte sono cambiate le indicazioni: abbiamo ricevuto uno stop a vaccinazioni in corso e cambi totali delle linee di azione sulle fasce di età e sulle categorie prioritarie. In Gran Bretagna l’intera popolazione è stata vaccinata praticamente solo con AstraZeneca. Ma qualora si avesse certezza che questo vaccino non sia sicuro, le istituzioni preposte a farlo, e quindi non le Regioni, devono prendersi questa responsabilità e decidere di utilizzare solo vaccino di tipo mRNA».

Il presidente Toti ricorda che «il 17 maggio scorso la Struttura commissariale aveva comunicato alle Regioni il via libera da parte del Cts all’organizzazione open day AstraZeneca e Johnson per gli over 18 con adesione volontaria. In particolare, veniva evidenziato che “il Cts non rileva motivi ostativi a che vengano organizzate dalle differenti realtà regionali o legate a province autonome, iniziative quali i vaccination day mirate a offrire in seguito ad adesione/richiesta volontaria, i vaccini a vettore adenovirale a tutti i soggetti di età superiore a 18 anni”».

«Nel caso in cui oggi il Cts dovesse esprimere un’indicazione diversa – prosegue Toti – Regione Liguria si adeguerà immediatamente, adottando tutte le misure necessarie. Poi bisognerà però spiegare all’opinione pubblica e a tutte le persone che hanno già fatto questo vaccino il perché si modifichi così frequentemente l’indicazione sulla sua sicurezza o validità. Le conseguenze di tutti questi cambi di rotta – conclude – si ripercuotono sulla campagna vaccinale, sulle giacenze dei vaccini e anche sulla velocità di cui abbiamo bisogno per mettere in sicurezza il Paese e tornare al più presto alla normalità».

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