Sono iniziati questa mattina i lavori di restauro conservativo del portale monumentale di ingresso dello stadio Alberto Picco della Spezia.

Il portale, che venne realizzato al termine della Prima Guerra Mondiale, versa in una condizione attuale di deterioramento. La pietra che lo compone è attraversata da leggere e profonde fessure con relative infiltrazioni d’acqua che deturpano l’intonaco provocando distacco di materiale. Altro fenomeno evidente sulla superficie è quello della colorazione alterata a causa dell’inquinamento e del pulviscolo atmosferico. Fenomeni che si presentano anche sulle sculture posizionate sul portale monumentale.

Il restauro, frutto di un attento studio, vuole riportare all’originale bellezza questa opera di pregio e prevede il risanamento attraverso azioni volte a eliminare o rallentare le cause di degrado in modo da garantirne la migliore conservazione. Le operazioni di restauro sono state precedute da un’analisi approfondita per capire quale metodologia applicare alle superfici per la pulizia e il restauro. Si procederà poi a indagini diagnostiche sulla composizione dei materiali costituenti l’opera, alla realizzazione di una documentazione fotografica di tutte le fasi di intervento. L’intervento è stato approvato anche dalla Soprintendenza Belle Arti E Paesaggio Della Liguria

L’intervento di restauro vero e proprio  si articolerà in più fasi: pulitura preliminare (rimozione dei depositi, polveri eccetera), disinfestazione (rimozione dei microrganismi presenti sulle superfici e insediati nelle cavità), operazioni di pulitura a mezzo di impacchi specifici, consolidamento e stuccatura (riempimento di fessure e lacune con materiali e colori simili all’originale. Verrà restaurato il cancello previa passivazione del ferro con prodotto antiruggine e coloritura con materiale adeguato). Gli scalini in pietra e i basamenti saranno ripresi con materiale e metodo simile all’originale.

Cenni storici

Lo stadio Alberto Picco venne realizzato al termine della Prima Guerra Mondiale su un’area concessa dalla Marina Militare. Fu costruito rapidamente per offrire alla squadra spezzina (fondata nel 1906) un campo idoneo in cui disputare il primo campionato ufficiale. Venne intitolato ad Alberto Picco, alpino caduto eroicamente nel corso della 1° Guerra (morì nella battaglia per la conquista del Monte Nero) e primo goleador del club ligure. Il Picco venne inaugurato il 7 dicembre 1919 e lo stadio fu dotato inizialmente di tribune in legno coperte in stile inglese. Nel 1922 lo Spezia pose all’ingresso dell’impianto una lapide per ricordare i suoi caduti: Alberto Picco, Umberto Toso, Ferruccio Francesconi, Bruno Zambelli, Paride Ferrari e Ciro Orsini. Nei primi anni trenta venne costruita la caratteristica entrata monumentale, oggetto del presente progetto di restauro, in pietra scura, che fu successivamente completata con le sculture di due atleti. Caratterizzato da scelte formali di gusto decò, è costituito da un grande arco, chiuso ai lati da due possenti pilastri (sopra i quali sono poste due sculture in marmo raffiguranti due sportivi) e suddiviso in 3 segmenti da due colonne scanalate culminanti in due pennoni. I tre varchi sono chiusi da una cancellata in ferro battuto. L’opera è di grande monumentalità e rigorosa simmetria; le sculture ai lati sono opera di Enrico Carmassi, che si servì del pugile spezzino Alfredo Oldoini come modello. Sotto alle statue sono presenti a destra lo stemma in marmo del Comune della Spezia, a sinistra un altro stemma di uguali dimensioni, con l’indicazione dell’anno di inaugurazione dello stadio secondo l’usanza fascista (anno X) e con il fascio littorio (elemento rimosso nel dopoguerra).

 

 

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