Vanno rafforzate le figure della sicurezza dei lavoratori. Il tema rimane una problematica importante nel Porto di Genova. Lo ribadiscono le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti dopo l’incontro dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del porto di  Genova.

“Alcuni segnali negativi – si legge nella nota congiunta – si stanno percependo dal fatto che alcune aziende poco investono in manutenzione nei terminal e nelle infrastrutture, altre invece cercano di fare concorrenza a discapito della sicurezza. Questo, insieme ad una probabile ripresa dei traffici, deve far suonare un campanello di allarme”.

Secondo i sindacati sarà necessario arrivare a una definizione di alcune questioni rimaste aperte. Sole per citarne alcune: l’allerta meteo, una maggiore agibilità degli Rls di sito per l’accesso nei terminal, il tema delle merci pericolose all’interno del Porto.

“La discussione dell’attivo dei Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) porta a concludere che si deve proseguire sempre di più e meglio l’impegno sui temi della prevenzione, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Durante l’incontro è stato presentato il documento nazionale di Cgil, Cisl, Uil  dal titolo “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro” e le conseguenti rivendicazioni per definire un Patto per la salute e la sicurezza.

Secondo i dati Inail 2020 sono stati 1.270 i lavoratori morti sul lavoro, per non parlare di tutti gli infortuni e le malattie professionali: nel trimestre 2021 il numero è in aumento. Sono già 185 le morti bianche. “Una realtà inaccettabile, così come è inaccettabile la proposta fatta da Assoporti di costituire un fondo per i parenti delle vittime. L’attivo dei delegati si è espresso affinchè le risorse vengano destinate a evitare che gli infortuni avvengano. Bisogna quindi investire nella prevenzione, aumentando i controlli e il numero degli ispettori alla sicurezza, aumentando le regole e migliorando l’organizzazione del lavoro all’interno del Porto diminuendo le interferenze, sancendo il divieto di autoproduzione nelle operazioni di razzaggio e derizzaggio, investendo sulla formazione e l’addestramento adeguato per lavoratori ed RLS, aprendo una discussione seria sui lavori usuranti. Questo per fare solo alcuni esempi”.

Negli anni passati sono stati fatti dei passi importanti sulla sicurezza anche grazie alle lotte dei lavoratori, partendo dal protocollo prefettizio sulla sicurezza nel Porto del 2007 che ha istituito il coordinamento dei lavoratori sulla sicurezza (poi RLS di Sito) così come altri accordi successivi. Sul tema degli Rls di sito le segreterie Filt Cgil Fit Cisl Uil trasporti hanno fatto la proposta di revisione di questo strumento aumentando il numero degli RLSS da 6 a 10 mantenendo inalterato il numero delle ore complessive di permesso. Proposta che è stata votata a larga maggioranza dagli Rls presenti. Questa nuova composizione sarà portata in discussione con le parti datoriali e istituzionali nei prossimi giorni. L’intento di tutti è quello di migliorare e rendere più efficace questo strumento.

La crisi sanitaria Covid19 ha dimostrato che con l’attività del sindacato, dei Rls e Rlss si può intervenire per cercare di definire importanti protocolli sulla sicurezza, che in alcuni casi hanno anticipato quelli nazionali.

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