«Perché si è scelto il partenariato pubblico-privato per la costruzione del nuovo ospedale spezzino? Perché i costi sono lievitati, passando dai 175 milioni di euro del vecchio progetto agli attuali 264 milioni?» Sono le domande del consigliere regionale Paolo Ugolini (M5S) sull’ospedale Felettino.

«Continuiamo a non ricevere risposte esaustive e convincenti. Da tempo chiediamo conto dell’operazione finanziaria che sottende alla realizzazione del nosocomio che, nonostante i proclami fatti nella scorsa legislatura e della campagna elettorale che l’ha preceduta, non è mai stato realizzato. L’interpellanza finalmente argomentata oggi attendeva da tempo che l’assessore competente nonché presidente di Regione si degnasse di trovare il tempo di venire in Aula per rispondere come è suo dovere».

Il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti replica: «È legittimo non essere d’accordo con la soluzione del partenariato pubblico privato, ma l’abbiamo scelta per molte ragioni spiegate più volte in diverse sedi. In primo luogo accorciamo i tempi della gara di appalto con un’unica procedura di evidenza pubblica nell’ambito della quale gli offerenti produrranno il progetto definitivo e l’affidatario produrrà il progetto esecutivo, impegnando solo i tempi tecnici necessari. Se si procedesse con appalto di lavori sarebbe necessaria una procedura di gara europea per l’individuazione del progettista e poi una ulteriore procedura per l’affidamento dei lavori: ciò comporterebbe un allungamento dei tempi stimabile in un anno. Inoltre il concessionario si assume i rischi di costruzione e gestione, e il partner pubblico ha garanzie sul costante mantenimento in efficienza dell’ospedale per tutta la durata della concessione: rischi di costi extra e ritardi sono tutti a carico del concessionario. Infine, aspetto particolarmente rilevante, l’utilizzo del partenariato pubblico privato, ponendo il finanziamento di parte dell’opera a carico e a rischio del privato, consente di mantenere libera una capacità di indebitamento regionale che può essere destinata alla realizzazione di ulteriori opere strategiche in tutto il territorio regionale. I vantaggi di questa scelta sono evidenti a tutti, continuare a chiedere il perché non è utile. Non capisco perché Regione dovrebbe rinunciare a uno schema di procedura più rapido, che consente di fare altri investimenti in tutta la regione e riduce enormemente il rischio di un progetto per un’opera indispensabile per il territorio».

Ugolini risponde: «Stupisce che Toti abbia fornito l’ennesima risposta stizzita, liquidando il nostro intervento come se non avessimo argomenti credibili. Toti dimentica che così facendo, non risponde nel merito ai cittadini. Noi capiamo invece molto bene le criticità che sottendono all’operazione Felettino. E in merito basterebbe andarsi a rileggere il corposo paragrafo che il procuratore regionale della Corte dei conti Claudio Mori aveva dedicato al tema, mettendo in luce la necessità di evitare di porre a carico della comunità ulteriori oneri rispetto a quanto già speso senza risultati concreti. Il procuratore aveva inoltre sollevato il problema della convenienza complessiva dell’operazione finanziaria poiché i termini di spesa fissati sembrano porre un eccessivo onere economico a carico dei cittadini».

 

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