Un comunicato diffuso a livello nazionale da Unioncamere mostra che solo il 26% delle imprese italiane è a conoscenza del Piano Impresa 4.0 e, tra queste, il 9%, pur conoscendolo, comunque non investe. Per il resto, vale a dire per i due terzi della manifattura italiana, gli strumenti messi in campo e le grandi opportunità offerte dalle tecnologie non sono (ancora) all’ordine del giorno.

La Liguria ha un grado di maturità digitale di 2,02 su un massimo di 4, un dato inferiore al Nord Ovest (tranne quello della Valle d’Aosta) e simile alle regioni del centro. Un dato che nasconde però le grandi differenze tra Genova e il resto della Liguria.

Anche per questo sono nati i Pid, i Punti di impresa digitale. Si tratta di una rete istituita dal piano nazionale 4.0 varato dal governo per accompagnare le imprese nella trasformazione digitale (qui le ultime opportunità).

Il Punto di impresa digitale, ufficio nato nel 2017, ha l’obiettivo di diffondere la cultura e la pratica digitale fra le micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici e aiutarle a comprendere, e migliorare, il proprio grado di maturità digitale. I Pid si rivolgono alle imprese di qualunque dimensione e ai professionisti. È inoltre disponibile un test per valutare le competenze digitali di lavoratori, manager, professonisti, freelancer, studenti. Il Pid si pone anche come punto di primo orientamento per aiutare le imprese nella comprensione e nell’utilizzo dei numerosi servizi digitali offerti dalla Camera di Commercio e dal sistema camerale nazionale.

Attraverso il portale promosso da Unioncamere e realizzato da InfoCamere, è possibile conoscere in tempo reale tutte le attività e i servizi camerali offerti dai Pid, le modalità per ottenere i voucher che le Camere di commercio mettono a disposizione delle aziende per gli investimenti nel digitale e tante altre informazioni anche correlate ai piani governativi Industria 4.0 e Agenda digitale.

Nel 2020 il Pid di Genova ha realizzato la valutazione della maturità digitale per 256 imprese. Prima del Covid queste valutazioni venivano effettuate in presenza, mentre ora si fanno online. L’ufficio Pid della Camera di Commercio Riviere di Liguria ha realizzato via zoom 41 valutazioni.

L’assessment attraverso il colloquio con un esperto è lo step superiore a quello dell’autovalutazione che si fa compilando un questionario sul portale nazionale del punto impresa digitale, il cosiddetto selfI4.0. Per la Camera di Commercio Riviere di Liguria questo tipo di sistema è stato usato da 123 imprese nel 2020. 39 invece gli orientamenti verso rapporti con centri di trasferimento tecnologico, per esempio.

A livello nazionale la metà degli imprenditori che hanno effettuato finora i test di autovalutazione messi a disposizione dalle Camere di Commercio è ancora alle prime armi, il 48% ha fatto un passo avanti, risultando specialista, esperto o campione. Tre anni fa questi risultati erano stati raggiunti da meno del 40% degli imprenditori.

Nel concorso nazionale “Top of The PID – Restart 2020”, tra le oltre 110 candidature nazionali, è stata menzionata nella categoria Sociale, un’azienda del territorio savonese.

Top of the Pid

Il concorso è nato con l’obiettivo di premiare le aziende, micro, piccole e medie, che nel corso dell’anno si sono distinte per progetti di innovazione digitale capaci di agevolare le imprese a garantire la propria continuità operativa nello scenario produttivo creato dal Covid-19 e che possono essere adattabili e trasversali ai diversi settori produttivi.

La Camera di Commercio Riviere di Liguria ha emesso nel 2020 un bando voucher digitalizzazione con un budget di 369 mila euro (ridotto rispetto agli anni precedenti) a cui hanno partecipato 162 ditte, di cui una cinquantina le beneficiarie.

Il Pid di Genova ha finanziato 92 progetti con il contributo voucher digitalizzazione 2020 (per un totale complessivo di 260.000 euro), oltre a due cicli di appuntamenti organizzati da remoto per assistere le imprese durante il lockdown (circa 5.000 visualizzazioni su YouTube per le pillole di smart working e AperiSmart).

Il Pid di Genova si è anche occupato di ReStart with Digital, il primo corso formativo avanzato in Italia realizzato tra una Camera di Commercio e un Competence Center (Start 4.0). Si trattava di un percorso gratuito riservato a 23 imprese selezionate tramite test di ingresso.
Inoltre ha svolto il coordinamento del progetto (che ha coinvolto anche le Riviere) #PID4Mirabilia per supportare attraverso il digitale le imprese e i siti di interesse dei territori Unesco italiani e ha stipulato una convenzione con l’Istituto Italiano di Tecnologia per la costruzione di un’area di integrazione imprese ricerca a San Quirico.

Quest’anno i Pid liguri sono coinvolti nel progetto legato a Eccellenze in digitale, organizzando una serie di eventi per formare gratuitamente imprenditori, dipendenti, collaboratori e tirocinanti, sulle competenze digitali di base e sull’uso di strumenti sempre più essenziali per superare la crisi collegata anche alla pandemia.

«La digitalizzazione vale fino a 7 punti di Pil, ma abbiamo ancora un ritardo enorme da colmare – ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli – il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta un’occasione unica, però occorre coinvolgere attivamente Pmi, artigiani e lavoratori autonomi».

Secondo i dati nazionali di Unioncamere e del Centro studi Guglielmo Tagliacarne, il 70% delle micro e piccole imprese che ha avviato la svolta digital ritiene di poter raggiungere i livelli di produttività pre-Covid già nel 2022 (contro il 61% di quelle che ancora non hanno messo in campo investimenti nelle nuove tecnologie), allineandosi così alla quota di medio-grandi imprese che hanno la medesima previsione. Le imprese familiari hanno risentito particolarmente dei riflessi negativi della crisi pandemica e solo in 6 casi su 10 confidano in un recupero entro il 2022. Tra quelle che hanno investito nel digitale, però, la quota sale al 70%. Analoghi effetti positivi si riscontrano tra le imprese dei servizi: il 61% di quelle digitalizzate ritiene di poter azzerare gli effetti dell’emergenza sanitaria entro il 2022, a fronte del 53% di quelle non digitalizzate.

Questa accelerazione verso l’uso di strumenti 4.0 da parte delle Pmi si inserisce all’interno di un generale percorso di crescita della digitalizzazione delle imprese avviato tre anni fa grazie alle politiche di incentivazione messe in campo dal governo e ai servizi di assistenza offerti dalla rete dei soggetti qualificati presenti sul territorio nazionale e oggi disponibile sul sito Atlante i4.0 promosso da ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere.

Tutto, però, avviene ancora molto, forse troppo, lentamente. Inoltre, soprattutto nelle Riviere, è difficile trovare chi faccia mentoring alle aziende e le richieste delle ditte sono sempre legate soprattutto al marketing più che a temi come big data o cyber security. Una buona notizia però almeno c’è: il Pid, nato nell’ambito di un progetto, è diventato a tutti gli effetti un ufficio camerale che resterà in modo permanente a disposizione degli utenti.

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