Lezione di rigenerazione urbana al Paladimante di Begato. Questa mattina 30 studenti del master avanzato in Urbanistica dell’Istituto di Studi politici di Parigi (Science Po), accompagnati dal direttore dell’Istituto Marco Cremaschi, hanno seguito le spiegazioni dell’assessore all’Urbanistica di Regione Liguria Marco Scajola sul programma di trasformazione urbana di Begato.

Gli studenti, in parte architetti, in parte geografi e scienziati politici, hanno effettuato anche un sopralluogo in tutta l’area delle demolizioni insieme all’amministratore unico di Arte Genova Girolamo Cotena. Una visita in cui hanno verificato l’andamento della demolizione, secondo il cronoprogramma definito. Al momento sono 40.000 i metri cubi di cemento armato che sono stati demoliti su 55.000 totali della Diga Bianca.

«L’operazione di Begato è una grande operazione di trasformazione urbana, uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana di edilizia popolare al momento in Italia. Un intervento per cambiare completamente il volto a una realtà profondamente degradata – ha spiegato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso dell’incontro con gli studenti e il professore in sala trasparenza – la nostra regione aveva bisogno da troppo tempo di abbandonare una vecchia concezione urbanistica che aveva prodotto l’isolamento di un gran numero di persone, senza che mai nessuno prima intervenisse per cambiare questa situazione. Un quartiere lontano dalle aspettative dei residenti, una periferia urbana, con assenza di collegamenti e privo di servizi, in pratica un fallimento dal punto di vita della progettazione urbana. Per questo ci siamo impegnati, fin dall’inizio per procedere nella ricollocazione diffusa su tutto il territorio degli abitanti perché l’abitare è un diritto fondamentale dei cittadini. L’operazione sta procedendo a ritmo serrato, oltre all’escavatore cingolato con il braccio da 60 metri con cui sono iniziate le operazioni di abbattimento e che sta continuando ad operare, sono al lavoro anche due escavatori demolitrici da trenta metri e altre due macchine che stanno facendo a fette la Diga con cui vengono demoliti 3.000 metri cubi di cemento circa ogni giorno, per arrivare alla riapertura della strada a fine giugno».

«Siamo contenti di aver accolto l’invito di questi studenti dell’Università che sono venuti a Genova e in Liguria per veder il cantiere della demolizione delle Dighe di Begato che sta diventando un modello nazionale – spiega l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola – Si tratta infatti di un lavoro straordinario che proietta l’Italia, la Liguria e Genova verso una nuova visione di urbanistica con alloggi dignitosi e decorosi per tutti, ma soprattutto la fine di quella cultura di palazzoni di periferia che ha segnato la storia d’Italia degli anni 70-80 con costruzioni obsolete che stiamo demolendo per ridare dignità ai quartieri e ai tanti cittadini che meritano di vivere in alloggi di qualità e al passo con le tecnologie del momento».

«In Italia come in Francia si comincia a correggere gli errori del Novecento e a demolire alcune realizzazioni – ha spiegato il professore Marco Cremaschi docente dell’Istituto di Urbanistica di Science Po – e l’interesse degli studenti è di capire come una città dal passato industriale importante come Genova affronta il lavoro di ricucitura tra le periferie e il centro, il lavoro necessario per una nuova urbanistica. Abbiamo cominciato da Begato e speriamo che sia un esempio non solo di demolizione m di recupero sociale e di rigenerazione della città».

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