Chiusura contrastata per le principali borse europee, al termine di una giornata attendista, prevalentemente negativa. Gli investitori devono tenere conto del rialzo dell’inflazione e delle possibili contromisure delle banche centrali, dell’evoluzione dei contagi e dei piani di vaccinazione e delle discussioni sulle riaperture in vista del periodo estivo. Parigi segna -0,28%, Londra – 0,15%, Francoforte -0,08% ma Madrid ha terminato le contrattazioni a +0,09% e Milano con Ftse Mib +0,39%, Ftse Italia All Share +0,39%, Ftse Aim Italia +0,77%. Ancora in ampliamento lo spread Btp/Bund, attestato su 118 punti (variazione +2,42%, rendimento Btp 10 anni +1,06%, rendimento Bund 10 anni -0,12%).

A Piazza Affari seduta brillante per le utility (Hera +2,35%, Italgas +2,06% e A2a +1,23%). A mettere a segno il maggior rialzo sul Mib + stata Unipol (+2,59%), con gli analisti di Equita che hanno confermato il giudizio “buy” sul titolo.

Sul valutario, il dollaro si indebolisce contro l’euro, con la divisa europea scambiata a 1,2146 dollari (1,2142 in avvio, 1,2135 venerdì in chiusura). L’euro vale anche 133,641 yen (132,582 in avvio e 132,758 venerdi’), mentre il rapporto dollaro/yen è a 109,204.

Dopo i cali dell’avvio, il petrolio torna a salire: i future del Wti giugno crescono dell’1,1% a 66,09 dollari al barile e il Brent luglio dello 0,94% a 69,4 dollari. Infine, i prezzi dell’oro sono ai massimi da inizio febbraio, di riflesso ai timori per l’andamento dell’inflazione e anche per l’aumento dei casi di Covid-19 in Asia (+1,17% a 1.859 dollari l’oncia).

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