Si chiama “Sarzana 20.30 – Strategie di adattamento alle nuove sfide dell’epoca globale e dell’era post pandemica”. ed è il nome del piano post-pandemia che l’amministrazione Ponzanelli ha redatto disegnando il presente e il futuro prossimo della città.

Temporalmente suddiviso in due fasi di attuazione: la prima entro il temine della legislatura, la seconda nei prossimi dieci anni, il Piano mira a coniugare la difficile gestione dell’attualità, inevitabilmente legata all’emergenza sanitaria, con la visione di un nuovo modello di società che guarda alle best strategies delle città internazionali, senza rinunciare alle forti radici sarzanesi, ma anticipando le evoluzioni a cui la pandemia ha costretto la nostra società.

“Nella storia i grandi cambiamenti sociali sono avvenuti spesso a causa di avvenimenti casuali e rapidi che, accelerano processi già in corso. La capacità delle diverse società e delle città di interpretare e adattarsi efficacemente a questi cambiamenti, mantenendo forti le proprie identità, detta il confine tra successo e fallimento – si legge nel documento – Saper promuovere Sarzana e le sue caratteristiche nel nuovo contesto che abbiamo di fronte può determinare la differenza tra successo e passività. A partire dall’approccio al cambiamento climatico dal quale derivano i temi della transizione energetica, della mobilità urbana, l’economia circolare per una città più sostenibile, vivibile e verde”.

Riprendendo le linee programmatiche di mandato, il sindaco Cristina Ponzanelli con questo Piano circostanzia il cambiamento dettagliandolo in undici capitoli: Governance, diritti e inclusione; Sicurezza; Mobilità e sostenibilità; Dimensione quartiere: servizi e città inclusiva; La città verde; Centro storico a cielo aperto: uso sicuro dello spazio pubblico e storico dell’umanità, vivibile, pulito, bello; Promozione e identità; Commercio; Attività economiche e lavoro; La Città delle opere; Sarzana Città dei bambini, giovane e solidale.

Basta scorrere le oltre 40 pagine del progetto – che come detto individua gli strategie e obiettivi a breve e a lungo termine – per rendersi conto che molti di questi sono già stati realizzati dall’amministrazione sarzanese, o quanto meno sono in itinere. Per esempio, il forte impulso in atto alla digitalizzazione dei servizi che l’ente offre al cittadino con sportelli aperti on line h24, il sostegno a domicilio per le persone fragili e anziane soprattutto durante la pandemia, il potenziamento della video sorveglianza per una città che vuole essere sicura e vivere all’aperto con un centro storico sempre più vivibile e pedonalizzato, la ricucitura del centro con i quartieri per una città sempre più inclusiva, l’attenzione ai bambini e a una città sempre più solidale, la candidatura del centro storico a patrimonio europeo, l’avvio del nuovo sistema di gestione dei rifiuti, il bilancio arboreo con il censimento informatizzato delle alberature per una città che davvero valorizza il suo patrimonio verde.

Un piano operativo vero e proprio, in una necessaria visione d’insieme senza la quale un obiettivo da solo non può essere realizzato, perché fine a se stesso. Così il nuovo piano dei rifiuti, che amplierà l’offerta nei quartieri e eliminerà il porta a porta nel centro storico, sarà funzionale alla visione di un centro cittadino che vuole ancora riqualificarsi e candidarsi a grandi obiettivi internazionali. Un piano che è anche un documento amministrativo e programmatico, essendo inserito nel prossimo Dup che aggiorna gli obiettivi dell’amministrazione e rappresenta il primo Documento Unico Programmatico redatto dalla giunta comunale dopo l’emergenza e la pandemia. I primi elementi di questa nuova visione di città, che vuole ripartire dopo la pandemia, sono già stati integrati nel nuovo bilancio di previsione che sarà portato prossimamente all’attenzione del consiglio comunale.

“Sarzana cambia ritmo – continua il documento del Comune – e pertanto serve una riorganizzazione dei tempi della città che significa ridefinire l’uso di strade e di spazi pubblici, aumentare gli spostamenti a piedi, in bici e con mobilità leggera, sviluppare aree che possano consentire sviluppi commerciali, ricreativi, culturali, sportivi, rispettando i rispettivi distanziamenti fisici, ma non sociali, che saranno previsti. L’approccio della città al mondo pandemico non può essere limitato ai prossimi due o tre anni, ma guarda almeno a un decennio. Anche perché la crisi in atto necessita di un’iniezione di ingenti risorse pubbliche per mantenere in vita settori produttivi che hanno visto il bilancio 2020 devastato, sia perché le entrate si sono ridotte drasticamente, sia perché i costi fissi (mutui, affitti, persona ecc…) restano da sostenere. A questo scopo la sfida del Piano per la ripresa dell’Europa che coinvolge Sarzana e tutti gli enti locali sarà centrale nell’ottica di una visione di futuro, diverso, sostenibile e digitale”.

«Molto abbiamo fatto, ma molto resta ancora da fare e affrontiamo oggi le sfide che la pandemia ci ha imposto non pensando soltanto a oggi, ma anche a domani – ha detto il sindaco Cristina Ponzanelli – Sarzana ha il diritto e il dovere di essere ambiziosa, e non guardiamo soltanto a ripartire dopo la pandemia che ha rallentato il mondo e messo in ginocchio ampie parti del tessuto produttivo e sociale del nostro paese, ma a pensare alla città dei prossimi dieci anni. La visione di una città che vive a cielo aperto, ricca di cultura e di grandi eventi, con i quartieri finalmente riallacciati al centro storico e capace di interpretare i grandi cambiamenti di oggi è la nostra, e che stiamo realizzando e intendiamo realizzare con l’essenziale sostegno di ognuno: cittadini, parti politiche di maggioranza e opposizione, associazioni, enti esterni con cui collaboriamo con successo ogni giorno. È un momento molto difficile, ma nelle difficoltà possiamo cogliere le opportunità di sfide che non avremmo mai desiderato di dover affrontare, ma che ora ci impongono di guardare oltre con fiducia e speranza».

«La crisi che stiamo attraversando ci ha costretto a ripensare la rete dei servizi sociali e i loro servizi – ha affermato il vicesindaco Costantino Eretta – che hanno lavorato tantissimo nell’ultimo anno anche insieme alle autorità sanitarie, alla rete di volontariato locale e alla nostra protezione civile. Continueremo anche nei prossimi anni, che saranno certamente complessi, ma guardiamo anche oltre con una visione di città ambiziosa, che ci hanno consegnato i sarzanesi».

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