«Regione Liguria ha inviato al ministero della Salute tutta la documentazione prevista per legge fin dal 19 marzo scorso, compresa l’indicazione dei nostri componenti della Commissione paritetica. Riteniamo che un mese di tempo, in piena pandemia, per la scelta da parte del ministero dei loro componenti della Commissione sia ragionevole e sono certo che la presenza del sottosegretario Costa, spezzino, potrà darci una mano. Penso che sia una questione di giorni, noi siamo in solerte e sollecita attesa della convocazione. Appena avremo l’autorizzazione, procederemo con la gara e su questo non ci sono dubbi».

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso della riunione in video collegamento della Commissione consiliare congiunta III e IV del Comune della Spezia sul progetto del nuovo ospedale Felettino.

Il presidente ha poi illustrato una relazione tecnica sul progetto del nuovo ospedale spezzino, che, aggiornato e revisionato nel febbraio scorso, «ha un costo da quadro economico pari a complessivi 264.373.045,38 euro, superiore a quello approvato a marzo 2014 e appaltato nello stesso anno. Le ragioni sono diverse: in primis l’aggiornamento dei prezzi, necessario a causa del lungo periodo trascorso dalla redazione del progetto originario, e la revisione indispensabile per adeguare il progetto alle normative vigenti e per migliorarlo in relazione ad alcuni aspetti funzionali e impiantistici. Inoltre è aumentato l’importo relativo ad arredi e attrezzature da acquistare, di cui è stato aggiornato l’elenco sulla base della ricognizione dell’assetto attuale e della proiezione dei fabbisogni aziendali alla data di consegna dell’ospedale. I prezzi delle lavorazioni e delle forniture utilizzati sono quelli dei prezzari ufficiali, così come sono basate sulle tariffe ufficiali le stime delle spese tecniche per progettazione, coordinamento della sicurezza, direzione lavori e collaudi. Tutti gli importi, relativi a lavori, forniture e spese tecniche, sono stati stimati applicando pienamente i corrispondenti prezzi e tariffe vigenti e senza tenere conto dei ribassi ottenibili in fase di gara i quali, plausibilmente, saranno di sensibile entità con la conseguenza di determinare un costo finale dell’opera inferiore a quello del quadro economico attuale».

Il governatore ha ricordato che la copertura finanziaria è garantita da diverse fonti di finanziamento: dalla quota statale ex articolo 20 pari a 104.034.901,30 euro, ancora disponibile a valere sull’accordo di programma del 2013, dalla quota di finanziamento a carico del concessionario per 86.153.526,32 euro, dalla quota a carico del bilancio regionale per 74.184.617,76 euro, di cui 45.430.311,20 euro sono relativi al costo degli arredi e attrezzature (iva compresa) e saranno impegnati sul bilancio in base al cronoprogramma di realizzazione dei lavori, comunque non prima del 2024, e la restante quota di 28.754.306,56 euro trova copertura sulla disponibilità di complessivi 29 milioni di euro destinati al nuovo ospedale della Spezia con apposita delibera di giunta del 2 marzo scorso.

Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo Felettino attraverso la Concessione di costruzione e gestione quale forma di partenariato pubblico privato, il governatore Toti ha evidenziato che «questa scelta, supportata dai tecnici esperti del settore, consente una semplificazione delle procedure con una evidente riduzione sia dei tempi di realizzazione sia delle possibilità di contenzioso nella fase di costruzione dell’ospedale. Certamente la strada che abbiamo scelto è significativamente più rapida nella partenza dei lavori e non è significativamente più gravosa in termini di costi, visto che assume anche le manutenzioni straordinarie e ordinarie. Altre ipotesi sono state considerate ma – ha aggiunto Toti – è stata fatta questa scelta perché è urgente dare un segnale alla città con la partenza di un cantiere tanto atteso. A fronte delle evidenze sui contenziosi, sugli oneri importanti legati alle manutenzioni e sui vizi occulti che perseguitano gli appalti, riteniamo che questa procedura ci metta in maggiore sicurezza».

Toti ha poi evidenziato che «sono assegnati al privato esclusivamente i servizi correlati alla gestione tecnica dell’opera, ovvero la manutenzione ordinaria e straordinaria» mentre «rimangono pubblici non solo la gestione clinico sanitaria ma anche i servizi alberghieri (per esempio ristorazione, lavanderia e pulizie), di gestione di tecnologie medicali, così da lasciare alla Asl piena libertà in relazione alle strategie di erogazione di questi servizi, non sanitari. La stessa scelta è stata operata in relazione ai servizi commerciali (bar, edicola e soprattutto i parcheggi), per consentire alla Asl una totale libertà nella definizione delle condizioni commerciali da praticare all’utenza della struttura».

Nel corso del dibattito, il presidente ha poi spiegato che «il piano di transizione fino alla realizzazione del nuovo Felettino prevede interventi straordinari per le strutture esistenti, con un potenziamento degli organici» e ha rassicurato sul fatto che «i nostri legali non paventano ritardi nel percorso del nuovo ospedale legati al contenzioso in atto con la ditta Pessina».

Per quanto riguarda il futuro del Sant’Andrea, Toti ha spiegato che «è un’opportunità che abbiamo lasciato in bianco perché il piano economico finanziario del Felettino regge perfettamente anche senza l’alienazione dell’attuale ospedale, che riteniamo ospiterà anche ambulatori e distretti della Asl 5. Non c’è l’intenzione dell’alienazione, a meno che non si presentino opportunità per la città che potremo condividere e valutare in futuro». E sul San Bartolomeo, Toti ha concluso: «L’ospedale di Sarzana dovrà avere in futuro un ruolo centrale nel contenimento delle fughe verso la Toscana».

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