Il nuovo decreto per contenere l’epidemia da Covid-19 prevede la proroga sino al 30 aprile delle disposizioni del 2 marzo. In particolare l’applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione, l’estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di un’incidenza superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti (sia con ordinanza del ministero della Salute sia dei presidenti delle Regioni) e la possibilità, in zona arancione, di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale.

Restano quindi chiusi dopo le 18 bar e ristoranti, con asporto ammesso sino alle 22 (poi scatta il coprifuoco).

Dal 7 al 30 aprile i servizi per l’infanzia e le scuole fino alla prima media. Per il resto le attività in presenza saranno dal 50 al 75% degli studenti in zona arancione, mentre saranno a distanza in zona rossa.

A Pasqua (dal 3 al 5 aprile) non si potrà circolare neanche all’interno del proprio comune ma è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi in ambito regionale in massimo due persone più i minori di 14 anni conviventi per andare a trovare parenti o amici. È inoltre sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all’aperto in forma individuale.

Dal punto di vista delle vaccinazioni il decreto esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti Sars-CoV-2, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale. Inoltre sono introdotte disposizioni per assicurare l’assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una dettagliata procedura per la sua operatività e adeguate misure in caso di inottemperanza (assegnazione a diverse mansioni o sospensione della retribuzione).

Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive (come la Liguria, per esempio).

Le deroghe per Regioni in arancione che però avranno dati da zona gialla sono possibili in base all’andamento dei contagi e alle cifre sulle somministrazioni del vaccino, in particolare alla popolazione anziana fragile.

Niente riapertura quindi, fino al 30 aprile, per palestre, piscine, cinema, teatri e musei. Nel caso tornino le zone gialle le regole restano quelle già previste nel precedente decreto: prenotazione obbligatoria, massimo 200 spettatori al chiuso e 400 all’aperto. Possibile riapertura anche per i musei.

Inserita nel decreto la norma che sblocca tutti i concorsi nella Pubblica Amministrazione dopo il via libera del Cts al protocollo del ministero della Funzione pubblica. Si potranno svolgere le prove su base regionale e provinciale e, dove possibile, in spazi aperti. Dal 3 maggio è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni.

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