Sarà soggetta a Valutazione di impatto ambientale l’adeguamento del collegamento ferroviario bivio Fegino-Parco Rugna/Bettolo-Via Campasso a Genova.

Lo ha stabilito un decreto dirigenziale della Regione Liguria.

Il progetto di Rfi prevede la riattivazione della linea ferroviaria tra la Galleria Facchini 1 e parco Campasso – imbocco sud Galleria Sampierdarena (più sinteticamente definito tratta Bivio Fegino – ex Bivio S. Limbania).

Tale intervento si inquadra all’interno di un più ampio programma di opere che hanno l’obiettivo della rimessa in servizio del collegamento ferroviario esistente tra il porto di Genova, Parco Rugna/Bettolo, e il Bivio Fegino della Succursale dei Giovi.

L’intervento, nell’ottica dei promotori, consente di fatto il ripristino della funzionalità della linea esistente, oggi dismessa, sfruttando il tracciato che già si articola tra Bivio Fegino e il porto di Genova attraverso l’abitato di Rivarolo e Sampierdarena, sfruttando le gallerie esistenti Campasso e Sampierdarena. Il progetto prevede anche la rimessa in servizio del grande parco ferroviario del Campasso, anch’esso dismesso da qualche anno; l’intervento ricade in un’area considerata sensibile essendo in centro abitato superiore a 50 mila abitanti e con una densità superiore a 500 abitanti per kmq.

Nel decreto dirigenziale, oltre alla motivazione dell’opera in luogo ad alta densità urbana, sono elencate altre due cause di necessaria Valutazione di impatto ambientale: “Gli interventi relativi al lotto 2 (Parco Campasso), che prevedono la realizzazione di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche di area dedicata al transito di vagoni che possono contenere merci pericolose, risultano inammissibili e in contrasto con il piano di tutela ambientale in quanto ricadenti all’interno dell’area di rispetto di pozzi a uso idropotabile. Inoltre è necessario approfondire l’analisi degli aspetti riguardanti la complessità della cantierizzazione, ma anche le ripercussioni sulla qualità della vita degli abitanti dell’area vasta e la sicurezza intrinseca dell’opera, dato il contesto urbano nel quale è inserita.
L’istruttoria evidenzia che l’intervento interessa ambiti ferroviari esistenti attualmente non in servizio, con eccezione della Galleria Facchini 1, tutt’ora in esercizio, che consente il collegamento dell’itinerario in oggetto con la linea Succursale, le cui opere di adeguamento della sezione costituiscono un progetto indipendente dai lavori di riattivazione dell’itinerario sopra descritto,in quanto insistono sulla linea Succursale dei Giovi in esercizio e più rapidamente cantierabile in quanto non impattata da nessun cantiere in corso.
L’intervento nel suo complesso viene quindi inquadrato dal punto di vista programmatico secondo due ambiti distinti, corrispondenti alle due fasi realizzative che lo vedranno attuare: la Fase A (adeguamento della sezione della Galleria Facchini 1) e la Fase B (riattivazione della linea ferroviaria tra la Galleria Facchini 1 e parco Campasso –imbocco sud Galleria Sampierdarena), oggetto della presente verifica di assoggettabilità a Via.
La durata dei lavori è prevista di minimo tre anni.
Nell’istruttoria viene elencata la significatività degli effetti dell’impatto che prevede di essere mediamente significativo per quanto riguarda le emissioni acustiche, le emissioni vibrazionali in fase di cantiere (e non in fase di esercizio), nella produzione di sostanze inquinanti e acque (anche se legato a eventi accidentali) e nell’esposizione della popolazione all’inquinamento in fase di cantiere. Significativa invece la produzione di materiali di risulta.
Qui l’intero decreto dirigenziale.

La decisione arriva qualche giorno dopo la protesta capeggiata dal Comitato Liberi Cittadini di Certosa davanti al consiglio regionale il 30 marzo.

In una nota il Comitato aveva definito “inqualificabile il comportamento di Rfi, che aveva avviato silenziosamente il percorso di valutazione, da parte di Regione Liguria, del progetto di ripristino della linea ferroviaria merci Porto-Bivio Fegino, Via Campasso, richiedendo una verifica di assoggettabilità (screening)”.
I cittadini avevano evidenziato che la linea passa da Sampierdarena in gran parte in galleria, sotto le abitazioni e l’ospedale di Villa Scassi, attraversa il Parco del Campasso e prosegue all’interno “di un viale di abitazioni” (via Canepari e via Rossini), con gli abitanti che dovranno convivere con anni di cantiere e con l’esercizio della metropolitana e della nuova linea ferroviaria.
La richiesta era proprio di attivare la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) per consentire a tutti di conoscere il progetto e poter esprimere le proprie osservazioni, visto che nell’ambito di tale procedura è possibile svolgere un’inchiesta pubblica per coinvolgere meglio la cittadinanza sul progetto.
“Noi sosteniamo il trasporto su rotaia rispetto alla strada – aveva sottolineato il Comitato – ma un’opera di queste dimensioni, con la possibilità di transito di merci pericolose, non è sopportabile per il territorio senza interventi adeguati di tutela. Chiediamo la presentazione pubblica del progetto e la convocazione di un Tavolo con Rfi, Cociv e il commissario straordinario di governo per il nodo di Genova. Proponiamo di valutare un percorso ferroviario alternativo, che partendo dal Porto, utilizzi il Parco Fuorimuro e la Linea Sommergibile già collegata con le reti di valico”.

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