Si chiama Il Cibo al Centro ed è il progetto vincitore del bando della direzione Politiche sociali del Comune di Genova, nell’ambito del Piano integrato Caruggi, per rafforzare ed efficientare il sistema anti spreco degli alimenti nel Centro Storico, attraverso la promozione delle food policy.

Ad aggiudicarsi il bando, con un budget di 70 mila euro, è una rete di sei associazioni, già attive nel centro storico, con capofila la Fondazione Auxilium, ente gestore della Caritas Diocesana di Genova, e come partners di progetto: l’associazione San Benedetto del Porto, Acli, Coop Emmaus, associazione Shalom Odv e associazione Banco alimentare della Liguria onlus.

L’idea del progetto, presentato questa mattina a Palazzo Tursi, nasce dall’esperienza della rete Ricibo, che negli ultimi tre anni ha sviluppato un modello di prossimità basato sulla cooperazione, l’economia collaborativa e la condivisione di informazioni, mezzi e strumenti, riconosciuto a livello nazionale e internazionale.

«L’emergenza pandemica – spiega l’assessore al Centro Storico Paola Bordilli – ha acutizzato situazioni di fragilità e la richiesta di generi alimentari. All’interno del Piano integrato Caruggi abbiamo voluto inserire azioni tangibili che potessero dare una risposta immediata ai bisogni dei più fragili, sostenendo e coordinando l’operato di una rete già esistente che ben conosce le complessità del territorio. È un progetto innovativo che utilizza una catena logistica che ben si adatta al contesto del centro storico, utilizzando mezzi green come le bici cargo e mezzi elettrici per il trasporto delle merci. Dall’unione di tutte le forze in campo potranno essere raggiunti risultati concreti con un beneficio immediato per chi oggi vive una situazione di forte difficoltà».

«Il progetto Cibo al Centro – commenta il consigliere delegato alle Politiche sociali del Comune di Genova Mario Baroni – si inserisce in modo armonico nella visione globale del Piano integrato Caruggi che ha come obiettivo il miglioramento della vita all’interno dell’area della città vecchia. Dare una risposta concreta ai bisogni delle persone più fragili è indispensabile per migliorare non solo la qualità della vita dei singoli ma dell’intera comunità e quindi del contesto sociale in generale. Tutti i progetti delle politiche sociali che stiamo mettendo in campo si inseriscono in una visione d’insieme finalizzata a rendere il Centro Storico un luogo dove vivere, lavorare e trascorrere il proprio tempo libero, in sicurezza, superando anche vecchi stereotipi e steccati ideologici, creando una rete di sinergie e di buone pratiche tra istituzioni, terzo settore, parrocchie e associazioni».

Nel centro storico sono presenti punti vendita di piccola e media distribuzione e 11 istituti scolastici, possibili siti per il recupero delle eccedenze di cibo da redistribuire a 4 mila potenziali beneficiari, secondo la stima delle parrocchie comprese nella rete sociale raggiunta dalle associazioni e da San Benedetto al porto. Secondo Gian Andrea Bianchi, responsabile delle politiche del cibo della Fondazione Auxilium e Caritas Diocesana, «Cibo al Centro è un progetto innovativo perché grazie a una catena logistica specifica e integrata mette in rete il know how esistente e consente la creazione di un hub per il recupero degli alimenti freschi e freschissimi, importanti per un’alimentazione sana ed equilibrata. Nasce un modello che speriamo si possa replicare anche in altri quartieri».

Il progetto prevede il coinvolgimento di almeno il 30% dei punti vendita della piccola e media distribuzione, delle scuole e dei negozi contattati nell’area dei caruggi. Il progetto, della durata di 18 mesi, prevede sei azioni di sviluppo: coordinamento, formazione per i volontari, sviluppo di servizi diffusi in rete di recupero e ridistribuzione, sviluppo di strumenti condivisi (app bringthefood, anti spreco alimentare e di mezzi green come bike cargo), comunicazione per la sensibilizzazione di cittadini e aziende, attività educativa nelle scuole e valutazione degli impatti del progetto con la collaborazione del dipartimento di Economia dell’Università di Genova.

È prevista, inoltre, la creazione di una rete logistica ad hoc per il recupero e la distribuzione con app bringthefood, che metterà in tempo reale in connessione domanda e offerta, un trasporto green con bike cargo condiviso e un social market allestito con frigo, congelatori e lavaggi per verdure dedicati alle merci fresche.

Un furgone elettrico sarà messo a disposizione da Coop Emmaus per il recupero e trasporto delle eccedenze e in uno spazio dell’associazione Shalom, nella parrocchia di San Siro, sarà allestito un social market condiviso del fresco. Il social market sarà aperto a tutte le associazioni del quartiere e gestito in condivisione.

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