Nel 2020 utile netto consolidato pari a 223.252 euro, in calo del 29% rispetto al 2019. Giù anche l‘ebitda consolidato pari a 689.146 euro, -19%. Crescono invece del 12% i ricavi consolidati, che si attestano a 6,5 milioni.

Sono alcuni dei principali risultati finanziari approvati dal cda di Gismondi 1754, società genovese che produce gioielli di altissima gamma, quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana.

Nel 2020, Gismondi 1754 ha registrato un valore della produzione pari a 6,79 milioni di Euro, in crescita del +16% rispetto al valore della produzione pro forma dell’esercizio precedente pari a 5,87 milioni di euro. Tale incremento è dovuto in parte alla crescita dei canali retail e wholesale (11%) e in parte all’ottenimento di contributi in conto esercizio che evidenziano un incremento del 5% rispetto all’esercizio precedente e afferenti principalmente ai contributi per la pubblicità e per la quotazione in Borsa.

L’ebitda consolidato della società si attesta a 689.146 euro, rispetto ai 850.738 euro del 2019, con una contrazione del 19% circa e con un’incidenza pari al 10% del fatturato rispetto al 14% del 2019. Sul dato incide l’incremento dei costi per servizi in valore assoluto pari ad euro 1.074.315, imputabili in parte all’aumento delle spese generali collegate alla quotazione, in parte alle spese sostenute per pubblicità e fiere, che nel corso del 2019 non erano state sostenute e per le quali i corrispondenti ricavi si sono potuti solo parzialmente manifestare a causa della pandemia e delle chiusure dei negozi, e in parte alle provvigioni pagate agli agenti sul venduto wholesale.

In relazione all’andamento dell’anno, nel secondo semestre l’ebitda si è attestato a euro 523.352, da euro 165.794 nel primo semestre, registrando una crescita del +316%, con un ebitda margin del 12,2%, e in aumento rispetto al 6,7% del primo semestre.

L’utile netto consolidato al 31 dicembre 2020 è positivo per 223.252 euro, rispetto ai 313.967 euro del 2019.

Il capitale circolante netto è stato pari a 6,7 milioni, rispetto ai 3,2 milioni del 31 dicembre 2019. I crediti verso clienti sono pari al 31 dicembre 2020 a euro 2,8 milioni verso 1,6 milioni del 2019 in considerazione dell’aumento del fatturato ma anche dell’allungamento dei giorni medi di incasso. Non sono stati registrati casi di insolvenza.

Il magazzino è passato da euro 4,2 milioni del 2019 a euro 5,3 milioni del 2020 imputabile agli investimenti effettuati per il lancio delle nuove collezioni.

La posizione finanziaria netta, a credito, è pari ad euro 363.059 e registra un decremento rispetto al dato proforma del 31 dicembre 2019, in parte per gli investimenti effettuati nell’esercizio rappresentati principalmente da fiere, marketing ed eventi e in parte per l’assorbimento del circolante.

«Non era facile fronteggiare quanto si è abbattuto nel nostro settore, e non solo, nel 2020 − spiega Massimo Gismondi, ceo di Gismondi 1754 − Per questo motivo, chiudere l’esercizio con aumento importante dei ricavi è motivo di sollievo ed estrema soddisfazione. La chiusura forzata delle boutique e dei rivenditori retail ha sicuramente influenzato parte del nostro business, ma grazie alla presenza trasversale su più mercati internazionali, alla sempre più marcata riconoscibilità dei gioielli Gismondi 1754 e alla fidelizzazione molto forte con i nostri clienti, siamo riusciti a crescere anche nelle difficoltà. Il 2021 si è aperto molto positivamente e nella seconda parte dell’anno contiamo di poter contare su una situazione pandemica più gestibile, che agevolerà gli spostamenti e le riaperture dei negozi. Siamo concentrati a proseguire con l’espansione internazionale e a intensificare le special sales tailor-made, che nel 2020 si sono rivelate il vero elemento distintivo di Gismondi 1754 e grazie alle quali la nostra azienda ha raggiunto risultati di assoluto rilievo, in considerazione del contesto pandemico che abbiamo vissuto».

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