Rimanere in casa per molto tempo non aiuta la sessualità e fa diminuire i concepimenti. Il confinamento domestico della pandemia da covid 19 ha fatto diminuire i concepimenti, almeno nella città di Genova.  È quanto si sostiene in un articolo pubblicato su una importante rivista internazionale da parte di alcuni medici genovesi capitanati dal presidente dell’Associazione Andrologi italiani (Assai) Aldo Franco de Rose, urologo e andrologo della Clinica Urologica di Genova, diretta dal prof Carlo Terrone.

In particolare, nell’articolo pubblicato sulla rivista internazionale Int J Imp Res di aprile gli autori hanno evidenziato che a Genova, nei mesi di novembre 2020-gennaio 2021, è stato registrato il 12% in meno delle nascite.

«La scienza dice che – spiega Aldo Franco De Rose – la pandemia sta avendo un impatto pesantissimo non solo in termini di mortalità ma anche di natalità. Abbiamo confrontato il numero di nascite avvenuto tra novembre 2019-gennaio 2020 con i rispettivi medi del 2020 e 21 nella città metropolitana di Genova e abbiamo visto che mentre da novembre 2019 a gennaio 2020 sono stati 875 i nati nel Comune di Genova, nel secondo periodo considerato si sono avuti solo 770 nati, con 105 nati in meno, cioè il 12%».

Secondo il dott Guglielmo Mantica, co-autore dello studio, vi sono molteplici ragioni per cui il Covid-19 e le misure preventive possano aver influito sul tasso di natalità nella nostra città: «In primo luogo, i lockdown hanno ridotto le chances di incontro e quindi la frequenza dei rapporti, sia negli operatori sanitari che nella popolazione generale, riducendo  le possibilità di concepimento. Secondo, le misure restrittive hanno portato ad una diminuzione del pil in molti paesi, alla perdita di lavoro o a una diminuzione degli stipendi. Tutti questi sono motivo di incertezza che possono aver reso molte coppie meno propense a creare una famiglia durante questo periodo».

«Terzo – precisa la dottoressa Francesca Ambrosini, varesina ma specializzanda Urologa della Clinica Urologica di Genova – nell’era Covid abbiamo assistito a un’inevitabile riduzione delle consultazioni mediche ritenute non urgenti, tra cui ad esempio possono spesso rientrare anche le visite andrologiche per infertilità di coppia, per cui anche questo avrà contribuito a far diminuire le nascite».

Ma stress e diminuzione del desiderio, certamente non sono stati da meno. «In questo caso – dice il prof Carlo Terrone – anche nella donna si può assistere a un calo del desiderio e lo stress sicuramente può impattare su entrambi i sessi con ripercussioni sulla fertilità».

 

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.