Cna La Spezia interviene sul tema dell’utilizzo di Bonus e Superbonus, a seguito anche della nota della deputata spezzina Manuela Gagliardi sull’argomento che ha sottolineato che: “Il Superbonus 110% è un ottimo volano che può aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi ma nella sua attuazione pratica si deve rendere più snello e veloce».

«Siamo assolutamente d’accordo con quanto ha affermato l’onorevole Gagliardi – spiega Marco Mariotti presidente di Cna Costruzioni La Spezia – la norma, che Cna aveva accolto come l’unico reale strumento di rilancio del decreto così etichettato ad agosto, ancora oggi non riesce a decollare. A fronte, infatti, di notizie mediatiche che invogliavano i cittadini a intervenire, per recuperare un patrimonio edilizio ormai datato, si rischia il blocco ancora prima di partire. Eppure, gli incentivi potrebbero produrre un beneficio in termini di decoro urbano e, soprattutto, di risparmio energetico con un ritorno per l’ambiente notevole. Nella pratica il tutto si trasforma in un percorso ostacoli. Partendo dal sistema del credito che, aldilà di fantomatici plafond messi a disposizioni delle imprese e delle persone, si sta comportando esattamente come è solito fare: chiedendo garanzie anche sul già garantito».

Secondo Mariotti «Ci troviamo di fronte a una norma che per la sua farraginosità di applicazione vede i professionisti impegnati per mesi nella messa a punto di progetti. Una per tutte la necessità, per esempio, di dover intervenire con altri bonus, quindi prevedendo doppie e triple contabilità tecniche e fiscali, su parti di palazzi che non rientrano nei parametri di applicazione (pensiamo ai vani scala che non sono riscaldati, in questo caso la parte di facciata corrispondente non può fruire del 110% ma del bonus facciate). O ancora pensiamo ai Comuni che devono rilasciare la documentazione atta a dimostrare che le abitazioni siano a posto catastalmente e che ci mettono anche quattro mesi per rispondere. Per non parlare delle complicazioni aggiuntive come l’interpretazione data dalla Soprintendenza Ligure che tratta i centri storici come un unicum da conservare e quindi impedisce di intervenire con i cappotti termici. La Spezia è quindi, come il resto d’Italia, ai blocchi di partenza. Sono tante le richieste di sopralluogo, così come sono tanti i professionisti che per progettare hanno in questi mesi assunto anche nuovo personale. Mentre bastano al massimo due mani per indicare gli interventi del 110% partiti e attuati, comunque, su abitazioni unifamiliari o e con poche unità abitative, certamente non su condomini. A questo si aggiunge l’ultimo grido d’allarme: l’aumento dei prezzi del ferro, dei materiali edili e dei ponteggi. Quando finalmente si riuscirà a partire, e, dato che molto dipende anche dalla proroga dei termini degli incentivi in molti casi se ci si riuscirà, il rischio è che le imprese siano costrette a lavorare al di sotto del reale costo delle opere programmate».

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