La Regione Liguria ha firmato un accordo con Confindustria Genova, Confcommercio salute e Lega Cooperative per aprire le vaccinazioni a privati e farmacie: la Liguria è la prima regione in Italia.

«Grazie a questo aiuto e all’apertura, lunedì prossimo, del primo grande hub alla Fiera di Genova, avremo un aumento significativo della capacità vaccinale già dalla prossima settimana», commenta il presidente Giovanni Toti, nel corso del punto stampa di aggiornamento quotidiano.

«Già nel corso della settimana prossima − ha continuato − aumenteremo di qualche migliaio di vaccini, avvicinandoci all’obiettivo di 13 mila vaccini al giorno dato dalla struttura commissariale una volta che saremo a pieno ritmo, soprattutto quando arriveranno i vaccini che devono arrivare perché ora confidiamo di colmare il gap tra consegnato e somministrato in poco tempo. Sono particolarmente orgoglioso di questo accordo perché è il primo firmato a livello nazionale. Anche le farmacie apriranno lunedì i loro punti vaccinali e si aggiungeranno allo straordinario lavoro dei medici di medicina generale che solo oggi hanno fatto 3000 vaccini».

«Secondo i dati dell’ultimo report, che illustreremo nel dettaglio oggi − ha detto ancora Toti, commentando gli ultimi dati − la Liguria sarebbe l’unica regione del Nord Italia in fascia gialla, con rt a 1 e con scenario di rischio basso: non lo siamo per il decreto Draghi che congela la fascia gialla fino al termine delle vacanze pasquali, ma il dato è comunque confortante. La provincia dove oggi si registra il più alto numero di contagi è Savona che, come è stato nelle settimane scorse nell’imperiese, oggi ha un’incidenza superiore alla media regionale. Abbiamo cominciato valutazioni su eventuali provvedimenti restrittivi: siamo ancora in area discrezionale, non abbiamo toccato i livelli raggiunti a Ventimiglia e Sanremo un mese fa. Quando intervenimmo sul ponente eravamo in fascia gialla, oggi siamo in fascia arancione ed è già prevista la chiusura delle scuole per le vacanze pasquali. Metteremo in atto tutte le misure locali di controllo possibili, ma allo stato attuale i dati non chiedono ulteriori misure restrittive».

«Il cluster ospedaliero di Lavagna pone problemi importanti − spiega infine − Non è facile utilizzare personale non vaccinato su mansioni non a rischio contagio: non sapremmo come impiegare infermieri e oss, e come noto non largheggiamo in quelle figure professionali. Ne ho parlato a lungo con il ministro Speranza, che mi ha detto che all’interno del governo c’è una riflessione in corso sull’obbligatorietà per talune categorie, soprattutto ospedaliere. Alla luce della necessità di proteggere i cittadini potrebbero esserci i presupposti legali e politici, ma chiaramente serve una legge nazionale perché rischiamo il caos nei nostri ospedali».

Tornando al protocollo firmato con farmacie e sanità privata, Francesco Quaglia, commissario straordinario di Alisa, spiega: «L’accordo consente agli iscritti a queste categorie di poter contribuire all’attività vaccinale negli hub o in strutture accreditate dove è ritenuto possibile. Regione Liguria fornisce i vaccini e le categorie si occupano del reperimento del personale medico, del personale di supporto e dell’organizzazione. Trattandosi di un’attività prevista dal sistema sanitario nazionale, diamo copertura assicurativa a chi partecipa».

«Ringrazio l’amministrazione regionale per l’opportunità data a Confindustria Salute, Confartigianato Salute e Lega Cooperative − ha detto Luca Pallavicini, presidente nazionale Confcommercio salute − Lo riteniamo un passo importante: siamo qui a rappresentare un mondo della sanità che dialoga con la sanità pubblica sullo stesso piano per il bene comune dei cittadini. Siamo i primi in tutta Italia, siamo orgogliosi di questo e di lavorare al fianco di amministrazioni che si stanno adoperando per il bene e la salute di tutti i cittadini. Cercheremo di svolgere il nostro ruolo al meglio».

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