Un investimento da 42 milioni di euro, 110 mila tonnellate annue di potenzialità di trattamento. Il nuovo impianto di trattamento meccanico biologico mette oggi radici all’interno del polo impiantistico di Genova Scarpino, con la simbolica posa della prima pietra. Entrerà in funzione nella primavera del 2022: l’impianto permetterà di convogliare la maggior parte dell’attività di trattamento del rifiuto del bacino del genovesato in un unico polo impiantistico, realizzando la chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio.

Alla cerimonia hanno partecipato Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, sindaco di Genova, Simone Ferrero, consigliere delegato all’ambiente della Città Metropolitana e Matteo Campora, assessore all’Ambiente del Comune di Genova. Sono intervenuti Pietro Pongiglione, presidente Amiu Genova, Davide Grossi, direttore generale Amiu Genova e Massimiliano Bianco, amministratore delegato Gruppo Iren. Presenti anche i due cappellani del lavoro, don Massimiliano Moretti e don Gian Piero Carzino.

Partendo da rifiuti indifferenziati il polo valorizzerà i materiali recuperabili (selezionando e separando metalli, carta e cartone, contenitori in pet e hdpe, tetrapak e pvc), produrrà css e css combustibile, stabilizzerà e raffinerà la restante frazione in vista del conferimento in discarica e dei recuperi ambientali della stessa.

L’investimento per il nuovo complesso impiantistico ammonta a 42 milioni e impiegherà nella fase di realizzazione circa 100 uomini al giorno.

«Crescere è impossibile senza cambiamento e chi non vuole cambiare, non può crescere in nessun modo. In questo momento cruciale per la nostra azienda e per la nostra città, vogliamo riportare all’attenzione dei nostri obiettivi due elementi fondamentali: l’importanza dell’economia sostenibile e la salvaguardia dell’ambiente – dichiara Pietro Pongiglione, presidente di Amiu Genova – Mi piacerebbe sottolineare che in questi anni la professionalità e le capacità di intervento e di monitoraggio della “squadra Scarpino” è esponenzialmente aumentata, affinata e cresciuta qualitativamente trasformandosi in un vero e proprio patrimonio aziendale. Negli anni se è vero che è cambiata la normativa, possiamo dire che parallelamente è cambiata l’azienda e le sue professionalità, crescendo in modo consapevole».

I lavori di profilatura e livellamento dell’area dove sorgerà l’impianto sono stati realizzati da personale Amiu da aprile 2020. 12 gli addetti impiegati mediamente al giorno per questi interventi.

«Il piano industriale di Iren poggia sul fondamentale pilastro della sostenibilità – ha dichiarato Massimiliano Bianco, ad della società – con una previsione di 3,7 miliardi di euro di investimenti sui territori, il 60% dei quali in impianti che consentiranno di migliorare l’ambiente dei territori in cui operiamo, nelle diverse filiere dell’attività: dalla riduzione delle perdite idriche, alla depurazione e riutilizzo delle acque reflue, all’efficientamento energetico, al trattamento delle diverse frazioni dei rifiuti urbani. In Liguria, in particolare, sono previsti oltre 900 milioni di investimenti, con focus particolare sul ciclo idrico e su quello dei rifiuti. L’impianto di Scarpino, per cui la nostra società Iren Ambiente segue la realizzazione e la gestione, è un tassello fondamentale del percorso che abbiamo delineato. Siamo orgogliosi di poter contribuire con il know how dei nostri tecnici a un’opera fondamentale per lo sviluppo ligure e di poter collaborare con una realtà come Amiu, come noi fortemente radicata sul territorio genovese».

Per i lavori propedeutici alla costruzione dell’impianto sono stati movimentati di 250 mila m³ di terra e rifiuti in modo da realizzare un fondo idoneo al nuovo cantiere, che avrà l’ampiezza di 35 mila m² e sarà integrato da opere di sostegno alla viabilità interna con la realizzazione di muri di contenimento (tipo “berlinese” ovvero con palificazioni) e di altre pareti di contenimento che sostengano la differenza di quota, circa 6 metri, tra l’edificio che ospiterà il trattamento biologico e quello destinato al trattamento meccanico.

Sottolinea Marco Bucci, sindaco di Genova: «Questa giornata ha un duplice significato: è un punto di arrivo e allo stesso tempo di partenza. Di arrivo perché Amiu in questi anni ha lavorato per restituire alla città una discarica sostenibile e che rispetti i più alti standard dal punto di vista legislativo, strutturale, organizzativo e ambientale. Ora la realizzazione di questo impianto segna l’inizio di un percorso virtuoso che deve avere come scopo quello di responsabilizzare ancora di più i cittadini, le imprese e le istituzioni. Negli anni la nostra giunta, la nostra città e i genovesi hanno dovuto affrontare momenti difficili e che ci hanno messo a dura prova. Trovare un percorso risolutivo al problema del trattamento dei rifiuti, vuol dire aver trovato una strada che si può trasformare in una vera opportunità per tutto il territorio, e questa strada è l’economia circolare».

I rifiuti in ingresso passeranno attraverso una prima fase di vagliatura e di cernita manuale per il recupero di carta e plastica. Una successiva fase di vagliatura separerà la frazione secca da quella umida, inviando la frazione umida a un trattamento aerobico, e quella secca alla bio-essicazione, eseguiti all’interno di bio-celle dotate di sistemi ad areazione forzata. Seguiranno poi a queste fasi ulteriori processi di vagliatura che, attraverso una serie di separatori (balistico, magnetico, ottici) avranno lo scopo di recuperare carta, plastica e metalli (ferrosi e non). Tutti i materiali recuperati saranno poi avviati a impianti di recupero. Il restante materiale, attraverso una ulteriore serie di processi di raffinazione, sarà destinato alla produzione di css combustibile e di materiali utili alla copertura della discarica.

Il processo, nel suo complesso, consentirà di ridurre lo smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato, recuperando il 15% dei materiali presenti e utilizzando il 31% del rifiuto stesso per la produzione di css. Nel nuovo complesso impiantistico saranno occupati oltre 20 addetti.

«Uno strumento come questo, che si inserisce nel più ampio piano regionale che prevede un tmb per ognuna delle discariche in Liguria, aumenterà il livello degli impianti presenti nella nostra regione e la qualità dei rifiuti che vengono conferiti in discarica – spiega il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – In questo modo riusciremo ad aumentare la quantità di materiale ancora recuperabile e riutilizzabile, e allo stesso tempo potremo trattare i rifiuti alle condizioni ambientali più idonee. Si tratta di un salto di qualità enorme, che va ad affiancarsi ai grandi passi avanti compiuti sul tema della raccolta differenziata, un ambito di enorme rilevanza e su cui l’attenzione della Regione è alta e costante, su cui abbiamo investito risorse importanti nel corso degli anni, varando inoltre una legge di riforma che ci ha permesso di passare dal 38,63% del 2015 al 53,43% del 2019».

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