Quando sarà possibile ritornare a lavorare in presenza molti recruiter continueranno in smart working e – anche dall’ufficio – svilupperanno i loro processi di ricerca e selezione di nuovi candidati sempre più frequentemente o esclusivamente in modalità online.

Vediamo quali sono le buone pratiche che i manager che si accingono a proporre la loro candidatura a recruiter (head hunter, executive searcher, senior hr consultant, talent acquisition specialist) dovrebbero adottare.

Innanzitutto, il curriculum.

Prima di tutto, quando si intraprende la ricerca di un nuovo lavoro, è indispensabile disporre di un CV aggiornato, preferibilmente anche in lingua inglese, soprattutto se siete orientati verso un’opportunità di respiro internazionale. Meglio ancora se il curriculum è accompagnato da una lettera motivazionale personalizzata e calibrata sull’opportunità cui si riferisce.

Sembra un dettaglio banale, ma attenzione e precisione sono parametri di valutazione significativi. Per tale ragione il CV dovrebbe essere sempre formulato in modo sintatticamente e grammaticalmente corretto, soprattutto senza errori di battitura e in una forma grafica gradevole.

Se inserite nel CV una foto, che sia recente e professionale.

Una doverosa premessa: se il vostro mercato di destinazione è quello anglosassone (ovvero Inghilterra, Irlanda e Stati Uniti), raccomando sempre di non inserire foto nel curriculum. La ragione è semplice: essendo molto rigorose le leggi antidiscriminazione in ambito lavorativo, le aziende devono soprattutto essere in grado di dimostrare che i loro processi di assunzione sono esenti da qualsiasi profilazione basata su razza, sesso, età e più in generale aspetto. Quindi, per precauzione, preferiscono non esaminare domande di lavoro accompagnate da foto dei candidati.

Nel resto del mondo la foto nel CV da sempre contribuisce al processo di valutazione nella misura in cui essa fornisce e aiuta il selezionatore a farsi un’idea di voi e – più che del vostro aspetto fisico – della vostra personalità. Quindi sceglierne una recente, che fornisca un’anticipazione di come siete oggi, di come vi mostrate solitamente al vostro interlocutore, è importante. Perciò:

Vestitevi secondo il ruolo e il contesto aziendale di destinazione, con abito formale oppure casual. Non esagerate, non sfoggiate e non distraete: non è necessario che il recruiter si focalizzi troppo sul vostro aspetto, ma sulle vostre abilità ed esperienze!

Evitate i selfie e – se possibile – munitevi di un cavalletto da posizionare a debita distanza. Evitate il braccio che si intravede nella parte laterale dell’immagine o il volto prospetticamente deformato, ovvero ripreso dall’alto/dal basso. Prendete in considerazione l’idea di avvalervi di un fotografo professionista: i risultati parlano da soli e in fondo non è così costoso come si potrebbe pensare.

Usate una narrazione chiara e sintetica.

Per i recruiter è fondamentale avere accesso allo storico professionale del candidato in esame, documento che deve essere chiaro, sintetico e non lacunoso. In particolare, si suggerisce di riportare data di inizio e di termine di ogni esperienza di lavoro rilevante citata nel CV.

Un’altra precisazione: tenete a mente la differenza fra curriculum vitæ e resume.

Il curriculum letteralmente si traduce in “corso della vita in breve”. È quindi una narrazione approfondita che descrive il vostro percorso di carriera “passo dopo passo”, incluse le varie informazioni personali, i risultati conseguiti, le pubblicazioni che portano il vostro nome e così via. Raccomando, dove possibile, di non superare le tre pagine.

Il resume ha la funzionalità di uno strumento chirurgico, specifico, redatto per candidarsi a un ruolo specifico. In un resume, si menzionano solo gli aspetti salienti dell’esperienza lavorativa e le competenze rilevanti per il lavoro cui ci si sta candidando. Si evidenziano quindi i contributi specifici del ruolo precedente e si dimostra come le tue peculiarità possano essere impiegate per la posizione a cui si sta applicando. Quest’ultimo è preferito nel mondo anglosassone, soprattutto per le posizioni che non hanno attinenza con il mondo pubblico o accademico. Approfondirò formalmente le differenze sostanziali in un   prossimo articolo.

Una timeline coerente.

È importante non lasciare dei “buchi” temporali, se presenti rammentate che durante il colloquio dovrete essere in grado di fornire delle motivazioni valide a loro giustificazione.

Ricerca e contatto: come gestirli.

Per essere agevolmente raggiungibili, indicate sempre un indirizzo e-mail utilizzato regolarmente e/o un recapito telefonico, preferibilmente mobile.

Per velocizzare il processo di candidatura è utile creare un account sui siti di job seeking più in linea con il vostro profilo, dove inserire le informazioni essenziali del curriculum, desiderata e altri dettagli personali. Una volta creato un account, tramite keywords e filtri potrete mettervi alla ricerca di nuove opportunità.

Tenete traccia delle posizioni per le quali vi siete candidati così da evitare di rispondere al primo contatto telefonico con un imbarazzante: “Non ricordo bene… In questi ultimi tempi ho risposto a tanti annunci…”. Siate precisi e mostratevi fin da subito seri e professionali. I feedback raccolti da parte del recruiter nel corso della prima (video)chiamata sono molto importanti: è la cosiddetta “prima impressione”!

Se siete stati convocati per un colloquio online:

Assicuratevi di avere il giusto supporto tecnologico. Fate delle prove per verificare che funzioni tutto correttamente. Scegliete un posto tranquillo dove siete certi di non essere disturbati. Inoltre rammentate che, anche se siete a casa vostra, non potete permettervi un look sommario o peggio trasandato. Consigliamo un abbigliamento e una cura personale coerenti alla posizione e alla situazione. Fate attenzione anche alla comunicazione non verbale! Alla vostra gestualità!

Per maggiori approfondimenti sulle tecniche del video-colloquio consigliamo questo precedente articolo

Discorso analogo per il linguaggio: sempre cortese, mai troppo confidenziale: rivolgetevi al recruiter dandogli del Lei, anche se è più giovane di voi.

Un ultimo consiglio, per fare la differenza!

Al termine del colloquio, inviate un breve messaggio di ringraziamento al vostro interlocutore, in cui ribadite l’interesse per la posizione. Un feedback di rinforzo sul colloquio appena concluso è sempre ben accolto. Cercate di mostrarvi professionali, educati e attenti. Il recruiter non se ne dimenticherà!

Matteo Cinco – Career Advisor di Cinco & Partners

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