Aumentano le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 in Liguria. La crescita, secondo il 14esimo report nazionale sui contagi sul lavoro da Covid-19, elaborato dalla consulenza statistico attuariale dell’Inail, è pari a 320 casi rispetto alla rilevazione del 31 gennaio 2021, +5,4%.

In totale, in base all’ultimo aggiornamento, sono 6.259 le denunce liguri di infortunio da Covid tra gennaio 2020 e 28 febbraio 2021. Gli esiti mortali sono stati 21 (uno in più rispetto alla precedente rilevazione).

Sui 320 casi denunciati in più, 136 sono avvenuti nel mese di febbraio e 138 a gennaio del 2021, i restanti casi sono riconducibili ai mesi precedenti. L’aumento ha riguardato tutte le province, pur spiccando per intensità del fenomeno, in termini assoluti, a Genova (3.892 denunce totali, +4,2%) e in termini relativi a Savona (+7,7%) e Imperia (+7,3%).

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A livello nazionale, le infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto alla data del 28 febbraio sono 8.891 in più rispetto al 31 gennaio (+6%). Con il 64,4% dei casi, l’incidenza della “seconda ondata” del periodo ottobre 2020-febbraio 2021 è il doppio rispetto a quella del trimestre marzo-maggio 2020. I decessi sono 499 (+38 rispetto al mese precedente).

Le professioni

Dall’analisi delle denunce per professioni, emerge che tra i tecnici della salute l’83,8% sono infermieri, il 5,2% fisioterapisti e il 2,9% tecnici sanitari; tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali il 99,9% sono operatori sociosanitari. Tra le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati il 46,6% sono assistenti e accompagnatori per disabili in istituzioni, il 26,2% operatori socio assistenziali. Tra gli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali sono tutti impiegati, assistenti e addetti con ruoli amministrativi e di segreteria.

L’attività economica

La gestione industria e servizi registra la stragrande maggioranza delle denunce (96,7%), seguono la navigazione (1,6%), la gestione per conto dello Stato (amministrazioni centrali dello Stato, scuole e università statali: 1,6% di casi) e la gestione agricoltura (0,1%). L’82,5% delle denunce codificate per settore di attività economica (Ateco) riguarda gli ospedali, le case di cura e di riposo del settore “Sanità e assistenza sociale” (67,7% delle denunce) e gli organi preposti alla sanità, come le Asl, dell’amministrazione pubblica (14,8%); le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio sanitari e ausiliari ospedalieri. Nel settore del commercio, presente con il 3,8% delle denunce, i più colpiti sono gli addetti del commercio al dettaglio (92,5% dei casi). Il settore del noleggio e servizi alle imprese registra il 3,6% delle denunce, oltre la metà dei casi riguarda le attività di ricerca e selezione del personale, seguono le attività di servizi per edifici e paesaggi (39,8%). Il settore del trasporto e magazzinaggio conta il 2,1% delle denunce, di queste il 56,9% sono concentrate nell’ambito dei servizi postali e delle attività di corriere.

I decessi

L’85,7% degli eventi mortali è riconducibile all’industria e servizi. Poco meno di quattro decessi su dieci coinvolgono il personale sanitario (medici, infermieri, operatori-sanitari, ausiliari).

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