Sospensione del codice degli appalti e sua sostituzione con una struttura specifica per vigilare sulle opere finanziate, riduzione della presenza dello Stato nelle  partecipate pubbliche, difesa della Direttiva Bolkestein, quindi revoca delle proroghe e gare per le spiagge e per il commercio ambulante, eliminazione nel commercio delle restrizioni su orari, chiusure settimanali e vendite promozionali, apertura alle strutture private della sanità e, in linea generale, rimozione delle barriere all’entrata nei mercati per stimolare la produttività, taglio delle partecipate dalla mano pubblica, stimoli alla concorrenza nei settori dell’energia e tlc, nuovi provvedimenti per la riallocazione di capitali e lavoro.

Sono alcune delle 80 proposte relative a una quindicina di settori che l’Antitrust (Autorità garante della concorrenza   e del mercato) illustra  in un documento di 105 pagine inviato al premier Mario Draghi, rispondendo all’appello dello stesso premier. Delle proposte, che se verranno recepite e tradotte in provvedimenti potranno contribuire a modernizzare il nostro paese in molti aspetti fondamentali, la più dirompente per la Liguria è quella sul codice degli appalti, considerata la necessità della regione di dotarsi di grandi opere infrastrutturali.

Filippo Delle Piane

«Questo codice – afferma Filippo Delle Piane, presidente di Ance Genova-Assedil – è un problema. Tutte le volte che è necessario accelerare i tempi bisogna metterlo da parte: vuol dire che non funziona. Però non si può andare avanti con soluzioni emergenziali. Dobbiamo fare pace con il passato e avere il coraggio di cambiare radicalmente, bisogna mettere a punto uno strumento che funzioni sempre, semplificando le procedure ma garantendo la massima trasparenza degli appalti».

«L’intenzione dell’Agcom è buona – commenta Enrico Musso, direttore del Celi e ordinario di Economia all’Università di Genova – ma bisogna vedere quale strumento sostituirebbe il codice. Bisogna semplificare e deve esserci chiarezza. Andrebbe bene il modello Genova, per intenderci, però tutto dipende dai dettagli».

Per quanto riguarda la sanità, che in Liguria storicamente ha lasciato poco spazio ai privati, secondo Musso con le aperture «è importante che non venga meno la possibilità di valutare e rendere confrontabili le performance sia dei pubblici sia dei privati. La possibilità di controllo è fondamentale. Nel caso degli operatori privati è legittimo perseguire il profitto ma deve esserci la possibilità di controllo effettivo».

Enrico Musso

L’eliminazione delle restrizioni su orari, chiusure settimanali e vendite promozionali nel commercio non sono viste di buon occhio né dai sindacati né da molti imprenditori. «Il fatto è – spiega il docente – che chi vende tende a pensare che se le restrizioni valgono per tutti, i consumatori sono costretti ad adattarsi, però l’interesse che deve perseguire il legislatore è quello collettivo. Quindi massima libertà, la concorrenza avvantaggia i consumatori».

Circa le società in house «Gli affidamenti diretti sono sempre pericolosi – chiarisce Musso – va assolutamente preservato il principio delle gare. Competitività e concorrenza devono essere i concetti da cui non si può prescindere. E per rendere effettiva la possibilità di valutazione, basandola su dati oggettivi, e quindi per favorire la concorrenza occorrono gli osservatori di monitoraggio».

Per quanto riguarda  la difesa della Direttiva Bolkestein, e la quindi revoca delle proroghe delle gare per le spiagge, tema ovviamente molto sentito in Liguria dove gli stabilimenti balneari sono un migliaio «qui la necessità di un’introduzione della gara a evidenza pubblica e di una durata delle concessioni limitata è plateale – sottolinea Musso – purtroppo l’Italia frena sempre le istanze di concorrenzialità, nel caso delle concessioni demaniali si può ammettere un breve periodo di transizione ma non, come vorrebbero associazioni e politici che le sostengono, proroghe di decenni, abbiamo addirittura casi di passaggi di una concessione da una generazione all’altra».

I settori principali presi in esame nel documento

Energia. No a ulteriori rinvii della fine del mercato tutelato, slittata recentemente al 2023. Uscita del finanziamento delle rinnovabili dagli oneri di sistema delle bollette elettriche. Misure per accelerare il via libera al Piano sviluppo della rete di trasmissione elettrica di Terna

Concessioni. Nell’energia elettrica a ulteriori rinvii della fine del mercato tutelato, slittata al 2023.Uscita del finanziamento delle rinnovabili dagli oneri di sistema delle bollette elettriche. Misure per accelerare il via libera al Piano sviluppo della rete di trasmissione elettrica di Terna gas,commercio ambulante, porti. Revoca delle proroghe e gare per le spiagge e per il commercio ambulante. Incentivi ai Comuni per sbloccare le gare sul gas, innalzamento per i concessionari autostradali dal 60all’80% della quota dei contratti affidati senza gara

Servizi pubblici locali. Tagliare le partecipate, no a deroghe sui trasporti. Frenare l’eccessivo ricorso al meccanismo dell’«inhouse» nei servizi pubblici locali, anche nel settore dei trasporti.

Commercio. Anche per il commercio al dettaglio abolire vincoli su orari, chiusure, vendite promozionali, chiusure settimanali.

Economia digitale. Più poteri contro le distorsioni delle piattaforme online. Maggiori poteri per intervenire in modo più efficace nel settore degli over the top, cioè delle grandi piattaforme on line.

Sanità. Svincolare l’accesso delle strutture private alle attività sanitarie convenzionate con il Sistema sanitario nazionale dalla verifica del fabbisogno regionale di servizi, possibilità di attribuire ad alcune imprese la qualifica di imprese di primaria importanza per concorrenza in più mercati sanitari. Eliminare il regime di accreditamento provvisorio. Rendere confrontabili le performance delle strutture pubbliche e private.

Il documento completo dell’Antitrust è leggibile qui

 

 

 

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