Il consiglio comunale di Genova ha approvato il bilancio di previsione in base al quale, alla fine del 2021, il debito dell’ente dovrebbe ridursi di circa 30 milioni di euro (dal 1 miliardo e 84 milioni al 31 dicembre 2020 a un miliardo e 55 milioni).

«Abbiamo una visione molto precisa di quello che deve essere il futuro della città − ha commentato il sindaco Marco Bucci poco prima della votazione del consiglio − Ci sono strategie chiare e c’è una capacità tecnica, manageriale e amministrativa che tutto il mondo ci riconosce, forse anche ci invidia, noi dobbiamo usare questa competenza per migliorare la qualità della vita dei cittadini».

Il documento è stato approvato dopo due giorni di discussione (non è stato necessario il terzo giorno di consiglio) con 22 voti a favore.

Nell’ambito degli stanziamenti, secondo il bilancio di previsione, il Comune investirà 217 milioni in personale, cifra che permetterà di garantire il turn over e finanziare rinnovi contrattuali per 4 milioni, con 375 persone da assumere nella varie partecipate. Quasi 100 milioni saranno destinati alla restituzione del debito. Il corrispettivo per le partecipate, Aster, Amiu, Amt e Fulgis sarà inalterato mentre ci sarà un aumento delle risorse per il Teatro Nazionale (da 700 mila a 1,7 milioni) e Carlo Felice (3,5 milioni anziché 2,7). Le singole direzioni avranno plafond leggermente aumentati. Sul piano delle programmazioni delle opere pubbliche – aveva spiegato Piciocchi illustrando il bilancio – ci saranno 400 milioni di euro.

Per Lorella Fontana, capogruppo della Lega, il bilancio presenta una visione sul futuro della città: «Ha stabilizzato il lavoro precario da decenni del personale dell’amministrazione e ha stabilizzato chi è stato assunto con il “decreto Genova” per il Ponte Morandi, senza dimenticare la sicurezza con nuove assunzioni nella Polizia locale – spiega in una nota – Abbiamo puntato su digitalizzazione ed edilizia scolastica, oltre che su una visione sul commercio concretizzata col rifacimento dei mercati comunali. Le iniziative della Lega hanno sostenuto ristoratori e altre categorie in ginocchio per la pandemia con interventi mirati mirati».

Diverse invece le critiche dall’opposizione. Per il Movimento 5 Stelle, che sul bilancio ha presentato 105 ordini del giorno, “la giunta va avanti con idee arcaiche e obsolete. Pensiamo alle politiche per lo smaltimento dei rifiuti: una visione ecologica non è certo ammissibile, se seguiamo il filo (il)logico di un centrodestra che ha poi respinto anche un testo per la raccolta differenziata porta a porta, l’unica via per poter realmente superare la soglia del 65% che darebbe diritto a uno sgravio fiscale. Inammissibile anche il nostro ordine del giorno per regolare la grande distribuzione – fa sapere il consigliere Stefano Giordano – Avevamo inteso che Bucci si fosse impegnato, in campagna elettorale, a non concedere nemmeno un metro quadrato in più a super e ipermercati. Sbadati noi, che non avevamo capito invece avrebbe concesso migliaia di metri quadrati prima a Esselunga e ora anche a Conad. Genova sarà la terra promessa della gdo».

Anche i consiglieri del gruppo Pd motivano in una nota il loro voto contrario al bilancio previsionale del Comune: “Il piano triennale dei lavori pubblici contiene la previsione più bassa di sempre per la prima annualità: 64 mln per il 2021. Erano 92 nel 2020, 81 nel 2019. E inoltre cancella il budget dei Municipi per le manutenzioni. Il bilancio lascia irrisolti i grandi temi della città: le manutenzioni, il ciclo dei rifiuti, il sistema dei trasporti, la crisi del turismo, il tema dell’attrattività della nostra città, sotto il profilo sia delle imprese che degli abitanti. Manca l’idea che per superare la crisi dobbiamo cambiare il nostro modello di sviluppo, investire sulla compatibilità ambientale e energetica, praticare il consumo zero del suolo, avviare vasti progetti di pedonalizzazione, combattere le disuguaglianze attraverso la protezione sociale e le politiche di genere. Manca l’idea di cosa sono i centri urbani dopo la pandemia, di come cambia la mobilità con l’incremento dello smart working. Non ci salveranno le nuove superfici commerciali di S. Benigno, o le speculazioni residenziali della Vesima. Non ci salverà nemmeno il fiume di 7,5 milioni in due anni per la regata Ocean Race».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.