Con 13 ecocompattatori in funzione, Genova è la prima città d’Italia per presenza di macchine in cui conferire bottiglie di plastica e flaconi. L’ultima è stato presentata questa mattina: posizionata all’uscita della stazione metro San Giorgio, è la prima del centro storico e dell’area del Porto Antico.

«Stiamo andando avanti di settimana in settimana con nuovi ecocompattatori che stanno avendo molto successo − afferma Matteo Campora, assessore all’Ambiente del Comune di Genova − Siamo arrivati a quasi 800 mila pezzi già raccolti in quattro mesi, vogliamo proseguire con questa formula che riteniamo vincente».

Il nuovo ecocompattatore rientra nelle azioni di implementazione della pulizia nell’ambito del Piano integrato per il Centro Storico-Caruggi. Rispetto alle altre macchine posizionate in città, ha una novità: consente anche il conferimento delle lattine in alluminio, risultato della collaborazione con il Consorzio imballaggi alluminio (Cial). «Attivare una raccolta specifica per le lattine per bevanda significa offrire ai genovesi uno strumento in più che vada oltre la differenziata che, nel Paese, per quello che riguarda l’alluminio, ha già raggiunto ottimi risultati − commenta Gennaro Galdo, referente di Cial − In Italia abbiamo di fatto superato gli obiettivi europei di riciclo degli imballaggi in alluminio, fissati per il 2030 al 60%. nell’ultimo anno abbiamo avviato a riciclo il 65% degli imballaggi in alluminio immessi sul mercato. Lattine, ma non solo: anche vaschette e scatolette per il cibo, tubetti, bombolette spray, tappi, chiusure e anche il foglio sottile. Tutti imballaggi riciclabili al 100% e infinite volte».

Con la raccolta di alluminio aumenta anche la possibilità di raccogliere più velocemente i punti per ottenere coupon spendibili nella rete commerciale cittadina aderente al progetto PlasTiPremia, lanciato da Amiu e Comune di Genova, in collaborazione con Istituto ligure per il consumo e Corepla: «I premi previsti in cambio del conferimento della plastica sono un aiuto anche ai commercianti genovesi − ricorda Campora − Grazie agli incentivi invogliamo i cittadini ad accedere a botteghe e mercati, oltre a ricevere biglietti bus e, in futuro, biglietti per il teatro. L’incentivo aiuta a raggiungere migliori risultati, sappiamo che Genova ha delle difficoltà, ma sappiamo anche che in questi primi tre mesi la differenza ha fatto un balzo in avanti, siamo vicini al 40%».

Dopo il potenziamento degli ecopunti e la raccolta degli ingombranti con l’Ecovan, arriva dunque un nuovo strumento per incentivare la differenziata e per rendere più decoroso il centro storico: «Il piano pulizia è una parte strategica del progetto Caruggi − sottolinea Paola Bordilli, assessore al Centro Storico del Comune di Genova − Tutte le azioni che stiamo mettendo in campo sono finalizzate al contrasto del degrado e alla promozione delle buone pratiche nella città storica». Un’area che «dopo anni di abbandono, sta riconquistando la propria centralità in termini di attenzione e azioni per il decoro urbano, a partire dalla pulizia e dalla prevenzione dell’abbandono indiscriminato di rifiuti anche ingombranti in strada», osserva il presidente del municipio Centro Est, Andrea Carratù.

In quattro mesi di attività, i conferimenti di plastica negli ecocompattatori genovesi stanno per tagliare il traguardo della milionesima bottiglia raccolta. A febbraio è stato registrato un conferimento medio di circa 1.400 pezzi per ciascuna delle 12 macchine presenti nei 9 municipi: la più virtuosa è quella di piazza Paolo da Novi, con oltre 56 mila bottiglie e flaconi raccolti.

«Promuovere la raccolta differenziata tra i genovesi è sempre più necessario − afferma Pietro Pongiglione, presidente di Amiu Genova − perché la produzione di rifiuti è in crescita costante. Solo con una gestione attenta, efficace e costante dei prodotti differenziabili si può arrivare a un vero percorso di miglioramento del ciclo dei rifiuti con azioni determinate e consapevoli, da parte di Amiu e soprattutto con il coinvolgimento dei cittadini, che devono comprendere che questa è l’unica direzione sostenibile per noi e per l’ambiente che ci circonda».

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