Tra il 15 marzo e il 6 aprile ulteriore stretta anti-Covid in Italia, con misure più restrittive a Pasqua, in base a quanto stabilisce il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

Alla luce dell’aumento dei contagi dovuti soprattutto alla diffusione delle nuove varianti del virus, la maggior parte del Paese si colorerà di rosso a partire da lunedì 15 marzo, con le scuole di ogni ordine e grado in dad, bar, ristoranti e negozi chiusi, possibilità di uscire da casa solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità, nessuna possibilità di andare a trovare parenti e amici una volta al giorno.

«A più di un anno dall’inizio dell’emergenza purtroppo c’è una nuova ondata di contagi − ha affermato il premier Mario Draghi, oggi in visita al centro vaccinale di Fiumicino − nell’ultima settimana più di 150 mila infezioni contro le 131 mila della settimana precedente, un incremento di ricoverati quasi di 5 mila persone, della terapia intensiva di seicento unità. Questi numeri impongono massima cautela per limitare il numero di morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie. Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze sull’istruzione dei figli, sull’economia e sullo stato anche psicologico di noi tutti. Sono necessarie per evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti. Ma, a queste misure, si accompagna l’azione di governo a sostegno di famiglie e imprese e l’accelerazione della campagna vaccinale, che sola dà speranza di uscita dalla pandemia».

Le misure

Dal 15 marzo al 2 aprile e il giorno 6 aprile (vedi paragrafo successivo per il periodo di Pasqua), è previsto di fatto il superamento della zona gialla: tutte le regioni gialle diventeranno arancioni. In queste regioni è consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, tra le 5 e le 22 (invariato l’orario del coprifuoco), e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, oltre ai minori di 14 anni. Sarà come sempre possibile spostarsi per motivi di lavoro, salute o necessità.

Restano ancora chiuse palestre e piscine, sospese la gare sportive, consentita l’attività motoria individuale all’aperto. La riapertura di cinema e teatri è rimandata al 27 marzo.

Pasqua

Come ipotizzato, la stretta di Pasqua sarà simile a quella di Natale: tutta l’Italia (a eccezione delle regioni in zona bianca, cioè la Sardegna) sarà rossa da Venerdì Santo, il 3 aprile, al giorno di Pasquetta, il 5 aprile. Sarà però possibile spostarsi all’interno della propria regione (nell’ambito del proprio Comune) verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, per un massimo di due persone con minori di 14 anni. Saranno chiusi bar, ristoranti e negozi.

Clicca qui per sapere di più sull’ordinanza regionale sulle seconde case 

Il commento

«Con il Decreto approvato oggi dal governo la zona gialla sparisce di fatto dall’Italia – commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in un post su Facebook – Tutto chiuso fino a Pasqua, che, come Natale, sarà blindata. Ora, il momento è difficile in molte zone del Paese, ma non credo che misure generalizzate su tutto il territorio nazionale aiutino a sconfiggere il Covid. Resto convinto che siano più utili misure mirate nelle zone in cui la pandemia picchia più duramente e che, dove invece è possibile, sia necessario lasciare un po’ di libertà all’economia e alle persone. Il decreto Pasqua non è molto diverso dal decreto Natale del precedente governo. Ristoranti e bar chiusi, palestre e piscine chiuse, altro che riapertura di teatri e cinema prevista dal decreto approvato solo pochi giorni fa. E purtroppo nessuna sburocratizzazione per accelerare la campagna vaccinale. Ripeto, la situazione in molte regioni è tornata difficile, ma questa non è una giustificazione. Le varianti ci sono, in Liguria la variante inglese ormai è dominante, ma secondo i nostri esperti non sta producendo un significativo cambiamento nei ricoveri. E ancora, anche questa volta, non c’è nessuna valutazione economica delle misure prese, né indicazioni precise circa i ristori, che devono essere tempestivi e retroattivi. Senza minimizzare e senza banalizzare, non credo che un decreto che cancella ogni minima speranza di poter aprire e lavorare anche dove le cose non vanno così male aiuti in questo momento il Paese».

Nuovo criterio per definire i colori delle regioni

Resta confermato il sistema a fasce di colore per le regioni in base al livello di rischio, ma il provvedimento approvato dal cda stabilisce un nuovo criterio. Si entra automaticamente in zona rossa con un’incidenza settimanale di 250 casi ogni 100 mila abitanti (rt superiore a 1,25).

In base a questo criterio, a partire dal 15 marzo dovrebbero diventare (o rimanere) rosse le province autonome di Bolzano e Trento, la Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Marche.

Sono invece otto quelle che sono o dovrebbero diventare arancioni: Abruzzo, Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta.

La Sardegna dovrebbe rimanere bianca.

Sostegni alle famiglie: congedi parentali e bonus baby sitter

Il consiglio dei ministri, su proposta della ministra Elena Bonetti, ha approvato anche il via libera a 290 milioni per i congedi parentali, a partire dal primo gennaio. Saranno retribuiti al 50% per chi ha figli minori di 14 anni, mentre dai 14 ai 16 anni non saranno retribuiti. Fino ai 16 anni dei figli viene ribadito il diritto allo smartworking. In arrivo anche un bonus baby sitter fino a 100 euro alla settimana per i lavoratori autonomi, i sanitari e le forze dell’ordine. Il bonus è alternativo al congedo parentale.

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